Stabilimenti Fiat in Italia a rischio concreto di chiusura

La crisi dell’economia è ormai su scala mondiale, ed il mercato del lavoro continua a pagar dazio da anni di prolungata recessione, in cui le misure adottate dai governi si sono mostrate sempre più spesso miopi, finendo per provocare solo facili illusioni.

Sergio Marchionne FiatLa crisi globale vede l’Eurozona come epicentro, per poi protrarsi sul resto del mondo. Anche la Cina negli ultimi mesi ha evidenziato dati nettamente negativi rispetto al passato, facendo temere un forte rallentamento nel ritmo di crescita.

In Italia, sempre con riferimento ai rischi occupazionali, continua a tener banco la situazione del gruppo automobilistico Fiat. L’azienda del Lingotto registra una forte contrazione della domanda di auto, tanto che lo stesso Amministratore Delegato Sergio Marchionne ha sottolineato che se la crisi non dovesse arginarsi da qui ai prossimi mesi, in Italia ci sarebbe uno stabilimento in più rispetto alle esigenze.

Parole molto forti, che probabilmente la stampa ha preso sotto gamba, convinta che si tratti solo di una dichiarazione di facciata, dovuta non tanto alla reale situazione del gruppo quanto alle recenti polemiche con i sindacati. Il tema Fiat è stato però affrontato anche dal Wall Street Journal che al contrario si dice preoccupato per le sorti del gruppo, dove vede possibile un ridimensionamento produttivo.

Quello di Fiat è un settore fortemente ciclico che risente in maniera evidente delle difficoltà economiche che attraversano il vecchio continente, e che hanno frenato in maniera decisa i consumi.

Il management di Fiat potrebbe decidere di dislocare la propria produzione in zona già presidiate con una certa efficacia come Serbia e Polonia, in cui gode di una situazione particolarmente favorevole. In particolare, lo stabilimento Tychy, ad alta tecnologia ha consentito al gruppo di produrre 600 mila auto con un dispendio di 6100 operai. Nel 2009 in Italia Fiat ha prodotto 650 mila auto con 22000 operai. Si tratta di numeri evidenti, che potrebbero finire per assumere decisioni molto tristi, portando a far perdere via via l’italianità del gruppo.

Mercato automobili FiatIn questo contesto è difficile fare ipotesi, di certo il governo dovrebbe tessere delle trattative con il Lingotto per scongiurare la chiusura di qualsiasi stabilimento in Italia. Fiat ha goduto per anni di sovvenzioni statali, in alcuni casi indispensabili alla propria sopravvivenza. Su questo dovrebbe costruirsi un’alleanza forte con le istituzioni, offrendo una regolamentazione più flessibile all’azienda, con la possibilità di licenziare anche senza giusta causa durante i periodi di crollo della domanda di auto.

Per far ciò certamente dovrebbero esser rafforzati gli ammortizzatori sociali, tema sul quale si sono aperti numerosi dibattiti senza tuttavia riuscire a cavare nulla di concreto. Chiaro che in questo contesto ci sono rischi concreti da qui a pochi anni di numerose chiusure di stabilimento in Italia, con conseguenze disastrose sul mercato del lavoro italiano, che tra fabbriche, filiere ed indotti è collegato massicciamente al settore.

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento