Fmi ha pronto l’assegno da 100 miliardi per salvare le banche spagnole

Standard and PoorsL’agenzia di rating Standard and Poor’s minaccia un ulteriore taglio di rating all’economia americana dopo averla coraggiosamente declassata per la prima volta nella storia, togliendole il privilegio di esser tra i pochi Paesi al mondo ad avere un rating in tripla A.

L’outlook sull’economia Usa rimane negativo, e c’è il rischio concreto di un ulteriore downgrade entro il 2014. Entro tale anno scrive l’agenzia “il rapporto tra debito e Pil negli Stati Uniti potrebbe salire al 11,9%”.

L’agenzia di rating a stelle e strisce, nonostante una crescita robusta nel 2012, vede un 20% di possibilità di ritorno in recessione. E’ chiaro che in questo momento gli Usa sentono fortemente il peso della situazione economica europea, sempre più preoccupante con un futuro appeso alle elezioni che si terranno in Grecia nel prossimo 17 di giugno.

L’economia americana continua a soffrire il contagio della crisi europea, ed è chiaro che in questo contesto, nell’anno delle elezioni presidenziali, il presidente Obama è uscito allo scoperto chiedendo ai leader europei di intervenire tempestivamente per risollevare le sorti del vecchio continente.

Il contagio europeo non riguarda solo gli Stati Uniti ma si è spinto fino ad Asia e Australia, che negli ultimi giorni hanno dovuto riprendere l’attività monetaria di sostegno all’economia locale.

Barack Obama USAIl mese in corso sarà importante per comprendere la volontà di lasciarsi alle spalle questa drammatica situazione. Oltre che le elezioni in Grecia e la conseguente permanenza o meno in Europa, c’è da comprendere in che modo e con quale efficacia verrà affrontata la crisi bancaria spagnola. Il Paese è uscito allo scoperto annunciando l’impossibilità per le banche di continuare la propria attività senza una ricapitalizzazione. 

Il prestito verrà fatto al Paese spagnolo, che poi lo girerebbe alle banche. Questo perché per le attuali regole del Fmi, non è possibile prestare denaro direttamente agli istituti di credito, senza passare prima dal relativo Stato di appartenenza.

Oltre a Bankia, che ha presentato una formale richiesta di aiuti da 23,5 miliardi di euro, altre banche sarebbero pronte a bussare alla porta per ottenere nuovi aiuti che dovrebbero aggirarsi sui 100 miliardi di euro complessivi.

Risolta l’annosa questione spagnola, attualmente in fase di stallo secondo quanto scrive il Wall Street Journal, ci saranno altri due appuntamenti decisivi quello dell’Eurogruppo del 19 e 20 giugno e quello del G20: due vertici convocati per prendere decisioni a seguito di quanto accadrà in Grecia.

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