Crisi Italia, Grilli vede ripresa nel terzo trimestre

Vittorio Grilli viceministro economiaIl viceministro dell’Economia Vittorio Grilli, intervenendo all’imfc in occasione del vertice convocato dal Fmi tra le principali 24 forze dell’economia mondiale, si è detto ottimista sulla ripresa dell’economia nel terzo trimestre.

In particolare, nella prima parte dell’anno, il Pil segnerà valore negativo dopo le manovre di rigore varate dal governo per fronteggiare l’attuale fase di difficoltà in cui versano i conti pubblici italiani. Nel terzo trimestre, invece, dovrebbero registrarsi segnali di ripresa sulla scia di una ritrovata crescita generale dell’economia europea, che dovrebbe lasciarsi alle spalle definitivamente la crisi del debito entro l’anno in corso.

A livello internazionale, sottolinea Grilli, la crescita rimane debole con evidenti rischi al ribasso. I rischi, secondo il vice ministro, riguardano in particolare l’aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio con effetti negativi sull’intera economia, sulla fiducia dei consumatori e sulla contrazione della crescita in alcuni Paesi emergenti.

Per Grilli, comunque, la fase peggiore della crisi è oramai alle spalle, anche grazie alle condizioni del fondo salva Stati, che dopo il piano da 500 miliardi varato da Mario Draghi con la Bce, sono sulla via della normalizzazione lasciandosi alle spalle la fase di credit crunch che avevano ingessato di fatto il Paese.

Vittorio Grilli, intervistato dalla stampa, ha dichiarato che si è parlato poco dell’Italia, se non per alcuni accenni, unanimamente positivi. Interrogato sull’esigenza di varare immediati interventi di stimolo alla crescita, il viceministro ha evidenziato la prioritaria necessità di riequilibrare prima i conti pubblici, senza cui non ci sono elementi per stimolare la crescita.

C’è un lavoro costante nella direzione della contrazione della spesa pubblica e non si escludono interventi di finanza straordinaria come la dismissione di asset pubblici, sia partecipazioni in società che immobili di proprietà dello Stato. Sul tema crescita, l’ex dirigente di Bankitalia sottolinea che è sbagliato diffondere nel Paese l’idea che si è fatto molto per il rigore e nulla per la crescita, in quanto gli interventi in quest’ultima direzione richiedono tempi diversi, solitamente più lunghi, per produrre gli effetti sperati.

Presidente Consiglio Mario MontiNei giorni scorsi Mario Monti aveva espresso parole di ottimismo affermando che l’Italia può farcela, ricomincerà a crescere, ma la priorità rimane quella del risanamento senza il quale non potrà esserci crescita sostenibile.

Sul vertice del Fmi è intervenuto anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, sottolineando come il sistema bancario italiano goda di maggiore salute rispetto a quello medio europeo ed internazionale, con un rapporto tra attivo e capitale pari a 19 volte, anziché 30, mentre il Core Tier 1 medio supera il 9%, grazie alle numerose ricapitalizzazioni varate negli ultimi trimestre.

Intanto la Cgia di Mestre, associazioni degli artigiani particolarmente attiva negli ultimi anni, ha sottolineato che gli interventi di austerità approvati dal governo e l’incremento presunto dell’Iva nei prossimi mesi, porteranno il costo complessivo del pareggio di bilancio tra il 2012 ed il 2014 a 87,3 miliardi di euro.

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