Per il Fmi, Italia in recessione nel 2013 ma non sono necessarie nuove manovre

Manovre Italia Mario MontiIl Fondo monetario internazionale è tornato ad analizzare la situazione italiana, che vive una situazione di profonda recessione da ormai diversi trimestri.

Nonostante le forti difficoltà del Paese secondo l’istituto guidato da Christine Lagarde non sarà necessaria un’altra manovra, dopo le tre messe a punto in meno di un anno prima dall’ex ministro Giulio Tremonti e poi con il governo tecnico.

Smentite cosi le voci che si rincorrevano negli ultimi giorni su nuovi programmi di austerity. Il fondo non esclude piccoli aggiustamenti di bilancio per mantenere l’avanzo primario.

L’istituto di Washington apprezza gli sforzi fatti negli ultimi mesi dall’esecutivo, ed anche se il risanamento sarà inferiore rispetto a quello atteso anche per via di alcuni interventi (tipo lo sblocco dei crediti vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione), la situazione è tale che si può prevedere una prosecuzione dal cammino verso un pareggio di bilancio strutturale.

Riguardo l’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo annunciata dal premier Mario Monti solo qualche settimana fa, per il Fmi essendo il deficit tornato sotto la soglia critica del 3%, i tempi potrebbero già esser maturi. Le stime di crescita sono state riviste al ribasso cosi come quelle sul debito. Partiamo dal rapporto tra crescita e Pil che viene stimato al 130,6% nell’anno in corso ed in crescita dello 0,2% l’anno successivo. Il rapporto deficit/Pil invece, calerà al 2,6% quest’anno per poi crescere frazionalmente attestandosi al 2,3% il prossimo anno.

Manovre UE Mario DraghiPer quanto riguarda invece la crescita, il Pil previsto per l’anno in corso sarà negativo dell’1,5% mentre dovrebbe poi tornare a crescere il prossimo anno attestandosi allo 0,5%. Previsioni negative anche sul tasso di disoccupazione previsto al 12% quest’anno e al 12,4% il prossimo anno.

Durante il Global Economic Outlook, il Fmi ha poi annunciato di stimare la crescita mondiale al 3,3% nell’anno in corso ed al 4% il prossimo anno trainata dalla locomotiva cinese che è prevista in crescita in questo e nel prossimo anno rispettivamente dell’8 e dell’8,2%.

Ieri è intervenuto sulla situazione economica europea Mario Draghi che ha sottolineato il gran lavoro portato avanti dalla  banca centrale durante la fase più acuta della crisi, rimarcando che la Bce ha già fatto tutto ed ora serve l’azione dei governi nazionali per ripartire.

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