Commissione Ue: Italia sulla strada giusta, non servono altre manovre

Stati membri UEIn serata conosceremo l’esito delle elezioni politiche ed il leader che vestirà il ruolo di presidente del Consiglio dopo il governo tecnico di Mario Monti.

Il 2012 è stato un anno molto difficile, in cui il Paese è stato chiamato ad affrontare importanti riforme, con l’obiettivo di centrare il pareggio di bilancio. Molto è stato fatto, ma il costo è stato importante tanto che lo scorso anno verrà ricordato tra i più tragici di tutti, con una profonda recessione.

Da Bruxelles è stata rivista al ribasso la crescita economica nell’anno in corso e c’è pessimismo anche sul mercato del lavoro, nonostante gli apprezzamenti per l’ottimo lavoro realizzato lo scorso anno nell’ottica di riequilibrare i conti pubblici. La Commissione Europea stima un Pil in calo nel 2013 dell’1%, in peggioramento rispetto al precedente -0,5%. Per il prossimo anno la stima è di una crescita dello 0,8% nel 2014.

L’organismo europeo sottolinea l’anno di profonda recessione con un Pil al -2,2% con i primi germogli di ripresa che dovrebbero arrivare soltanto nella seconda parte dell’anno in corso. Sul rapporto deficit/Pil le stime per l’anno in corso ed il prossimo anno sono del 2,1%.

Il vero fardello rimane quello del debito, che quest’anno dovrebbe raggiungere il proprio picco massimo attestandosi al 128,1% del Pil per poi iniziare a scendere a partire dal prossimo anno. Si tratta di una stima in peggioramento quella elaborata dalla Commissione Ue, che solo nel mese di novembre prevedeva una rapporto al 127,6%.

vicepresidente UE Olli RehnPositività da parte del vicepresidente Olli Rehn, che sottolinea che quanto realizzato lo scorso anno dovrebbe consentire al Paese di centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio strutturale, senza realizzare manovre ulteriori.

Rehn aggiunge che il Paese è tra i sei che potrebbero uscire dalla procedura di deficit eccessivo a condizione che continui ad operare sulla stessa linea di tendenza, con la prosecuzione di riforme strutturali per il riequilibrio dei conti pubblici.

Intanto nel mese di dicembre dato pessimo sulle vendite al dettaglio che rispetto al medesimo periodo dello scorso anno registrato un crollo del 3,8%. Si tratta di un dato che riporta i consumi a 18 anni fa mentre a sorpresa dato positivo dalla fiducia dei consumatori che rispetto al mese precedente si porta a 86, in rialzo di 1,3 punti.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione secondo da Commissione Ue si attesterà al 12% nel 2014 tanto da portare in 4 anni il numero di posti di lavoro persi a 700 mila unità.

Più preoccupante è la disoccupazione, che salirà al 12% nel 2014, dall’8,4% del 2011. Se queste previsioni fossero confermate, in quattro anni l’Italia potrebbe perdere circa 700mila posti di lavoro. 

Puoi lasciare un commento, o trackback dal tuo sito.

Lascia un Commento