L’Antitrust congela fusione Premafin-Unipol

La fusione tra Unipol e Premafin per la creazione del maxicolosso assicurativo, continua a riservare sorprese, proprio mentre tutto pareva filare per il verso giusto.

AntitrustA frenare l’operazione questa volta ci ha pensato l’Antitrust, che ha aperto un’istruttoria per verificare se l’operazione possa in qualche modo alterare la concorrenza all’interno del settore.

L’Antitrust dovrà quindi pronunciarsi nei prossimi giorni dando il via libera o bloccando l’operazione definitivamente. Il dubbio è se l’operazione possa generare una posizione dominante nel ramo Rc Auto, rischiando di alternare il normale corso della concorrenza, con effetti sui prezzi.

Nell’istruttoria sono state inserite anche Generali e Mediobanca, per via dei legami che si verrebbero a creare a seguito della fusione. A questo punto non resta che attenderne l’esito, che dovrebbe arrivare entro i prossimi 45 giorni.

La notizia è arrivata ieri sera a mercati chiusi, e stamattina la reazione delle borse è stata eterogenea con vendite a piene mani su Fondiaria Sai e Premafin, e rialzi timidi per le altre società coinvolte nell’operazione: Milano Assicurazioni e Unipol.

Difficile far previsioni a questo punto. Il nodo cruciale gira intorno a Milano Assicurazioni, il cui inserimento nell’operazione provocherebbe un’eccessiva concentrazione nel ramo danni.
Ecco che emerge allora la possibilità di una cessione, anche se difficilmente si riuscirebbe in tempi brevissimi a liquidare a condizioni vantaggiose il gruppo.

Il rialzo messo a segno dal titolo assicurativo nella giornata odierna potrebbe quindi incorporate aspettative di cessione nel breve termine. Si tratta tuttavia di illazioni, che potrebbero trovar conferma solo in caso di specifica sottolineatura da parte dell’Antitrust.

UnipolI tempi dell’operazione in caso di cessione di Milano si allungherebbero vertiginosamente, anche se in passato più volte si è scritto di potenziali interessati soprattutto all’estero alla società assicurativa leader nel ramo danni.

Intanto si profila l’ipotesi di un nuovo affondo da parte dei fondi Sator e Palladio, che potrebbero subentrare ad Unipol nell’operazione qualora arrivasse il diniego da parte dell’autorità di garanzia per la concorrenza.

Il nodo cruciale in questo caso è costituito dalla possibilità di costituire un consorzio bancario di garanzia per supportare l’aumento di capitale di Fondiaria. Si tratta di un’eventualità che al momento appare remota, ma che tuttavia inizia a riemergere alla luce di quanto accaduto ieri.

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