Groupon indagata dalla Sec dopo ennesima revisione al ribasso

Groupon ItaliaGroupon torna a far parlare di se, ancora una volta a causa dei deludenti risultati. Per l’ennesima volta la società ha rivisto al ribasso le previsioni sul giro d’affari, provocando ingenti vendite sul titolo quotato sul listino di Wall Street.

La storia di Groupon viene spesso accostata dall’opinione pubblica a quelle virtuose di google, apple, ed altri tech statunitensi, ma in realtà presenta nubi e perplessità notevoli, con risultati che faticano ad arrivare.

Ma cosa non funziona? Evidentemente il business o la conduzione da parte del management, in quanto il numero degli iscritti continua ad aumentare raggiungendo quota 80 milioni.

La Sec (organismo di vigilanza sulle società quotate negli Stati Uniti) avrebbe aperto un’inchiesta per verificare alcune presunte anomalie, soprattutto dovute ai risultati continuamente rivisti al ribasso.

Nell’ultimo quarter Groupon aveva registrato una perdita di 37 milioni di dollari, mentre in quello in corso le previsioni sono di ricavi per 14,3 milioni e perdite per 22 milioni di dollari. E pensare che durante l’Ipo la società aveva stimato ricavi per 700 milioni di dollari, ma in concreto erano meno della metà in quanto l’altra parte era relativa ai partner che pubblicizzavano i loro prodotti o servizi sul portale.

Eppure il business è geniale, di quelli che piacciono alle nuove generazioni. Si tratta semplicemente di un portale che offre ad attività commerciali o professionisti la possibilità di pubblicizzarsi offrendo dei coupon a prezzi scontati. Anche in Italia il servizio ha avuto una rapida diffusione, tanto che non sono mancati i cloni “italianizzati” del sevizio.

Andrew Mason GrouponMa nonostante il grande entusiasmo qualcosa non quadra. Il suo fondatore, Andrew Mason, nel corso degli anni ha rifiutato molteplici offerte, tanto che il valore stimato era arrivato fino a 20 miliardi di dollari. Tra gli interessati anche Google, che un anno prima della quotazione offrì circa un terzo di quella cifra.

In borsa il titolo non ha avuto molta fortuna, nonostante la borsa americana oscilli sui massimi. Il titolo ha perso oltre la metà della propria capitalizzazione rispetto ai massimi annuali registrati.

Quale sarà il futuro del gruppo e del titolo in borsa? Lo scopriremo tra non molto, in attesa dei riscontri dell’indagine Sec. Di certo, senza un forte incremento dei ricavi, difficile ipotizzare un futuro radioso per questa società, il cui business affascina, ma non produce profitti. 

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