E’ grande l’attesa per l’approdo in borsa del titolo Facebook. Il re dei social network potrebbe essere accolto da grande entusiasmo, viste le rivalutazioni che ha registrato negli ultimi mesi.
Sono in molti, coloro che hanno manifestato un interesse ad acquistare quote della società, non solo privati ma anche investitori istituzionali.
Ma quanto vale Facebook? A chiederselo sono in molti, visto che al contrario di quanto si possa pensare, non stiamo parlando di una società che fa miliardi di utili, nonostante abbia una visibilità che non si discosta molto da brand storici americani come Coca Cola, Mc Donald’s, Johnsons & Johnson, ecc..
Il valore più aggiornato per Facebook, risultato dall’ultima asta pre quotazione, è di 102,8 miliardi. Si tratta di una valorizzazione di oltre il doppio rispetto ai 50 miliardi di dollari stimati non più di un anno fa. Le ultime 150 mila azioni sono state infatti vendute a 44,10 dollari.
Sarà una bolla destinata poi a scoppiare? Sono in molti a chiederselo, accostando le caratteristiche del titolo a quelli della famosa bolla nella new economy, in cui società con prospettive di utili milionarie si rivelarono poi dei bluff, con le relative quotazioni che subirono brusche discese provocando disgrazie nelle tasche dei possessori.
Lo sbarco in borsa dovrebbe arrivare entro la fine del prossimo mese. Non ci sono ancora notizie ufficiali, ma le ultime indiscrezioni di stampa hanno parlato di una fase preliminare in conclusione, con la consegna alla Sec delle ultime pratiche.
Intanto negli ultimi giorni si sta molto discutendo di una situazione legale alla quale sarebbe sottoposta la società. In particolare, un certo Ceglia, avrebbe denunciato una quota di maggioranza in Facebook, dopo un accordo che fu siglato con lo storico fondatore, Mark Zuckerberg già nel 2003.
Ma qual è il business di Facebook? Al contrario di altre realtà, non parliamo di società che producono o vendono servizi, ma di un luogo virtuale che consente di interagire agli utenti registrati. Il grosso dei ricavi deriva dalle pubblicità. Ma è sbagliato considerare il valore del social network semplicemente dagli utili, quello che rappresenta un surplus è la grossa quantità di informazioni contenute nell’immenso database, costituito da ben 845 mila utenti.
La decisione di quotarsi non è stata volontaria ma obbligatoria, dovuta ad una normativa presente negli Stati Uniti, che impone alle società con un numero di soci superiore alle 500 unità, di doversi obbligatoriamente quotare in borsa.
Dal collocamento Facebook dovrebbe ricavare circa 10 miliardi di dollari.



Aprile 3rd, 2012
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