Il significato delle opzioni (1 di 2)

Un investitore che decida di acquistare una determinata quantità di titoli, indici, valute, o altro, insomma di titoli che sono alla base di una qualsiasi attività finanziaria, può avvalersi del diritto di opzione.

Ma cos’è di preciso un’opzione?

Un’opzione altro non è che un esempio di contratto finanziario che garantisce al compratore, dopo la sottoscrizione, il diritto di acquistare un prodotto finanziario ad un prezzo stabilito, che prende il nome di “strike”. Quindi si parla di diritto all’acquisto e non di obbligo per il sottoscrittore, il quale può decidere se esercitare il proprio diritto di opzione in una data precisa e prestabilita o entro quella stessa data. Nel primo caso saremo di fronte a quella che si definisce “opzione europea” nel secondo caso invece si tratterà di “opzione americana”.

Esistono vari tipi di opzione.

opzioni economiaL’opzione call, ad esempio, è quell’opzione che consente al suo possessore di ricevere, alla data di scadenza precisa o entro quella data stessa, il sottostante dell’attività che gli interessa (tale sottostante può essere un titolo, un’azione o il corrispettivo in denaro se l’opzione è praticata su degli indici).
Naturalmente è chiaro che esercitare il diritto a questo tipo di opzione sarà conveniente solo nel momento in cui prezzo del sottostante superi quello dello strike, facendo realizzare un profitto che sarà pari alla differenza tra il prezzo di mercato e lo strike stesso.
Acquistare un’opzione call vuol dire corrispondere un prezzo che deve andare a costituire il premio da elargire a chi farà da garante all’investitore per l’acquisto del sottostante al prezzo prestabilito. In caso di ribassi del prezzo del sottostante stesso, l’opzione call tenderà verso lo zero e, se e quando verrà raggiunto, l’investitore sosterrà una perdita pari al premio corrisposto. Questo tipo di opzione è consigliabile a coloro i quali intendano scommettere su un rialzo del mercato senza acquistare prima un sottostante. In tal modo non si rischia di subire delle perdite di capitale in caso di ribasso del sottostante stesso. Essa è utile anche per quegli investitori che intendano dilazionare nel tempo le uscite di liquidità che si avrebbero tramite l’acquisizione diretta del titolo, senza usufruire dell’opzione.

L’opzione put si comporta in maniera opposta rispetto all’opzione call in quanto non concerne l’acquisto ma la vendita di un sottostante ad un prezzo prestabilito. In questo caso l’operazione sarà remunerativa per l’investitore se il prezzo di vendita del sottostante sarà inferiore al prezzo dello strike. Il profitto sarà concretizzato attraverso la differenza tra lo strike e il prezzo di vendita del sottostante. Sempre a differenza della call, l’opzione put è consigliabile a quegli investitori che intendano scommettere sul ribasso del mercato in quanto evita i costi di “short selling”, cioè costi connessi con titoli che ancora non si possiedono. Se un investitore acquista un titolo e sottoscrive la relativa opzione put si tutela in ogni caso perché in caso di rialzo del valore egli guadagnerà il corrispettivo del rialzo stesso, ma in caso di ribasso non subirà perdite nel proprio capitale. Questo succede perché se il titolo dovesse perdere valore l’opzione put ne acquisterebbe di più. Anche in questo caso l’investitore potrebbe al massimo rimetterci il valore dello strike, cioè il valore al quale egli ha il diritto di vendere il titolo che detiene.

A questo punto bisogna richiamare l’attenzione sul fatto che il possessore di opzioni relative all’acquisto di titoli alla scadenza delle opzioni stesse può scegliere di non esercitare questo diritto all’acquisto. Al contrario chi sottoscrive opzioni di vendita dei titoli stessi, al momento della scadenza è obbligato a tenere fede all’impegno sottoscritto tramite opzione. Nel caso di vendita di una call il profitto iniziale diminuisce se aumenta il prezzo di vendita del sottostante e quindi il venditore guadagnerà di più se il mercato si manterrà stabile o andrà al ribasso. Nel caso di vendita della put invece il valore premio versato diminuirà se anche il prezzo del sottostante diminuirà e quindi il venditore guadagnerà di più se il prezzo di mercato rimarrà costante o aumenterà e la massima perdita si avrà se il sottostante raggiungerà valore zero, al di sotto del quale non potrà scendere.

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Un Commento per “Il significato delle opzioni (1 di 2)”

  1. Antonio L. ha detto:

    Mi sono avvicinato da poco al forex e forse nei prossimi giorni incomincerò ad avere le mie piccole soddisfazioni. La cosa più importante inizialmente è sicuramente cercare di non perdere nulla, ma soprattutto penso sia importante capire bene le dinamiche del Forex, e per questo ci vuole solo un bel po’ di pratica 😉

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