All’inizio pareva soltanto una delle tante diatribe tra Democratici e Repubblicani, ora invece è un’ipotesi possibile. Parliamo dello “Shutdown” statunitense, a cui consegue la possibilità di default di una delle più potenti ma indebitate economia al mondo.
Dalla crisi del 2008 ad oggi la banca centrale americana ha adottato una politica monetaria aggressiva, che da un lato ha consentito di superare una crisi devastante in tempi relativamente brevi, ma dall’altro ha indebitato fortemente le casse pubbliche.
In questi giorni se ne sta parlando in tutti gli ambienti e c’è molta preoccupazione in merito, proprio per l’effetto sistemica che avrebbe una decisione del genere. Il muro dei Repubblicani pare però tenere forte, e non sarà facile arginare la situazione.
Olivier Blanchard, capo economista del FMI, nell’ambito della presentazione del World Economic Outolook, ha parlato della difficile situazione politica all’interno del Congresso richiamando ad un maggiore senso di responsabilità politica, … Leggi di più



Ottobre 9th, 2013
Vincenzo Colonna
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La cancellazione dell’IMU ha illuso gli italiani sulla possibilità di ridurre il carico fiscale nei loro confronti, finendo per rivelarsi però un boomerang che è andrà a colpire con interventi generalizzati la stragrande maggioranza dei cittadini.
Non passa giorno senza che in Europa non sentiamo i soliti sapientoni chiedere a gran voce l’intervento della Banca Centrale Europea per stimolare l’economia e battere la crisi. Questo tipo di interventi, ovviamente, vengono ripresi dalla stampa e, soprattutto, dai politci a corto di argomenti. Se siamo in crisi, dunque, è colpa dell’Europa, non degli stati che si sono indebitati oltre misura e che hanno vissuto per anni ben al di sopra delle loro possibilità. In altre parole la colpa della crisi non è dunque dei politici che hanno sperperato immense risorse pubbliche, ma è della BCE che non fa abbastanza.
L’annuncio avvenuto nel mese scorso da parte di Bernanke della possibilità di ridurre gli stimoli all’economia americana ha provocato un immediato sell off, tanto da generare panico tra gli investitori. Nessuno poteva mai immaginarsi una reazione del genere, probabilità provocata dal sorprendente annuncio del numero uno della banca centrale americana.
I mezzi di comunicazione di massa italiani stanno finalmente dando ampio risalto alla vicenda della banca Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo ancora in attività visto che la sua fondazione risale al 1476.