Dopo aver preso posizione sul mercato italiano, per Miamo, guidata dall’imprenditore partenopeo Giovanni D’Antonio, si prepara un’azione di posizionamento anche in Europa. Dopo un incoraggiante 2013, che si è aperto con un 420%, è il turno dell’Europa, prossimo mercato da sondare per i prodotti cosmeceutici dell’azienda.
Un successo incredibile quello di Miamo, tenendo conto del fatto che la ricetta messa sul tavolo non era delle più tradizionali: pubblicità affidata al web, con i clienti soddisfatti che hanno costituito grossa parte del lavoro sul brand dell’azienda, prodotto di qualità senza compromessi, venduto attraverso le farmacie. Qualcosa di nuovo per un mercato che non aspettava altro: ai tanti marchi della cosmesi, a quelli che comunicano con la propria clientela principalmente attraverso le riviste patinate, si aggiunge questo nuovo brand, Miamo, che in pochi mesi è già diventato una realtà nel mondo delle vendite.
E’ una storia di quelle belle, bellissime, che … Leggi di più



Agosto 10th, 2013
Angelo Ferraro
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Tra le tante imposte introdotte dai governi negli ultimi anni, sicuramente quella relativa agli immobili, è andata meno giù di tutte agli italiani. In particolare in riferimento alla prima casa. Nell’ultima campagna elettorale sia il Pdl che il Pd erano concordi nel promettere ai cittadini una revisione del testo di legge, soprattutto per chi ha meno possibilità di pagarla.
Partenza in ribasso per Piazza Affari dopo la brillante chiusura di ieri (+1.64%) spinta da buoni dati macroeconomici relativi alla fiducia di consumatori e imprese. In attesa della sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi sembra tornare il sereno.
Il numero di fallimenti continua a crescere a dismisura. Gli ultimi dati divulgati dalla Cgia di Mestre hanno evidenziato tra il 2008 ed il 2012 una situazione sconcertante riguardo le imprese che hanno chiuso bottega, per le quali sono cresciute del 114% quelle che hanno chiuso perché creditrici dello Stato.
Le aziende italiane continua a vivere una profonda crisi, che spesso le porta a dover cedere alle lusinghe di partner stranieri. Ed è cosi che il made in Italy perde un’altra delle sue perle: la Pernigotti, che cede alle sirene turche.