Birra Peroni presenta il Rapporto di Sostenibilità 2011-2012

Conferenza rapporto PeroniOltre la crisi e la congiuntura economica negativa, credere nell’Italia ripaga. E se lo dice una multinazionale dobbiamo crederci ancora di più.

Come spiega il Ceo di Birra Peroni, Roberto Jarrìn «Credere nell’Italia, significa valorizzare la nostra presenza nel Paese, contribuendo alla crescita economica, restituendo ricchezza alle comunità locali in cui operiamo».

Infatti la storica azienda, da oltre 160 anni fortemente legata alla tradizione produttiva italiana e controllata dal 2003 dalla multinazionale SabMiller, è in buona salute ed è soprattutto convinta delle ottime risorse che offre la nostra nazione. Questo è quello che si evince dalla presentazione del II Rapporto di Sostenibiità Per noi che crediamo nell’Italia, avvenuto ieri a Roma, alla presenza del Ministro Andrea Riccardi e del Vice Ministro Michel Martone.

Il titolo ‘Per noi che crediamo nell’Italia’ è una dichiarazione d’intenti che ridadisce il senso di appartenenza al Paese che – dal primo aprile 2011 al 31 marzo 2012 – ha beneficiato, in termini di impatto economico indiretto, di oltre un miliardo di euro.

SabMiller – secondo produttore di birra al mondo – ha deciso di esportare sia il know how Peroni verso tutti gli altri marchi del gruppo e sia di investire sul made in Italy e quindi sulla qualità dei prodotti italiani. Un obiettivo raggiunto considerando la crescita delle vendite di Peroni e Nastro Azzurro, la birra tricolore più bevuta nel mondo. Nell’anno fiscale 2011-12, per Peroni i ricavi sono saliti da 420 milioni dell’esercizio precedente a 424 milioni, mentre Nastro Azzurro ha visto le vendite salire del 5% nel Regno Unito, mercato già molto florido per il brand.

Birra Peroni distribuisce la maggior parte dei ricavi alle imprese del territorio e alle comunità locali in cui è inserita (Bari, Roma, Padova). Tutto ciò dipende dalla stragrande maggioranza degli acquisti di prodotti e servizi – circa il 90% sul totale – effettuati verso imprese e microimprese del tessuto economico italiano. I settori che beneficiano maggiormente del valore generato da Birra Peroni sono: l’industria del packaging, l’agricoltura locale, il pubblicitario, i trasporti e l’industria meccanica di precisione.

Credere in una storia, nelle tradizioni produttive di qualità, nel capitale umano e nella catena del valore si traducono per Birra Peroni in performance non solo economiche, ma anche sociali e ambientali. Il Gruppo Birra Peroni, infatti, rappresenta oggi una delle eccellenze italiane, con un’occupazione generata pari a 19mila unità e una costante attenzione alla promozione di temi di rilevanza sociale. Tutte le azioni dell’azienda sono espressione di linee guida che riguardano la riduzione dell’impatto ambientale nel processo di produzione e nella catena di fornitura, il consumo responsabile e lo sviluppo di progetti a sostegno delle comunità locali e dell’imprenditorialità.

Così credere nell’Italia, funziona.


I numeri del Gruppo Peroni

Birra PeroniIntorno all’anima italiana c’è un’impalcatura industriale che ha portato Birra Peroni a produrre 4,8 milioni di ettolitri l’anno. Di questi, 1,2 sono esportati in 55 Paesi dal brand Nastro Azzurro, simbolo in- discusso dell’Italia nel mondo, grazie all’impegno dei dipendenti impiegati presso i tre impianti di produzione in Veneto (Padova), Puglia (Bari) e Lazio, a Roma, dove ha sede anche il quartier generale dell’azienda. I marchi principali del Gruppo sono: Peroni, la birra più amata e conosciuta in Italia, Nastro Azzurro, la birra italiana più venduta all’estero, Pilsner Urquell, considerata una delle migliori birre al mondo, ai quali si aggiungono altri brand di prestigio nazionale e internazionale come Peroni Gran riserva, Peroni Gran riserva Rossa, Peroncino, Raffo, Wuhrer, Miller e Tourtel.

Birra Peroni, inoltre, controlla la società Saplo, con sede a Pomezia, che produce e fornisce all’azienda il malto impiegato nel processo di fabbricazione della birra.
Nel 2003 Birra Peroni è entrata a far parte del Gruppo SABMiller plc, il secondo produttore di birra al mondo, presente in 75 Paesi e 6 continenti con oltre 200 marchi in portafoglio e più di 70mila dipendenti.

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