Exit Strategy Usa: la Fed pensa ad anticipare chiusura QE al 2013

QE 2013 FedPassato l’incubo Fiscal Cliff, con l’accordo per salvare gli Stati Uniti dall’incubo del baratro arrivato proprio ad inizio anno, le borse mondiali hanno ripreso la via del rialzo con gli spread che sono tornati a scendere con decisione dopo le tensioni dei mesi scorsi.

L’accordo tra democratici e repubblicani completa una serie di eventi che propendono per il ritorno della propensione al rischio. In Europa, i ripetuti interventi della Bce, lo scudo antispread voluto fortemente dall’Ue e la decisione di salvare la Grecia hanno dato una spinta non indifferente con gli investitori che sono tornati a credere nella ripresa del vecchio continente nonostante i fondamentali continuano ad evidenziare difficoltà importanti.

Dagli Stati Uniti di contro, l’economia reale mostra segnali di uscita dalla crisi. Il  mercato del lavoro continua a migliorare come dimostra il dato sulle nuove assunzioni nel mese di dicembre, attestatesi a quota 155 mila con il tasso di disoccupazione sceso al 7,8%, leggermente peggiore rispetto alle attese degli analisti che si erano attestate al 7,7%.

L’economia Usa è ben lanciata, e la Federal Reserve potrebbe decidere dopo circa 4 anni di mettere alla propria la sostenibilità di questo trend. Dalla crisi del 2008 la banca centrale americana ha inondato il mercato di programmi di liquidità no stop, che hanno consentito una rapida ripresa ma soffocato i conti pubblici con ulteriore debito.

Nel Fomc dell’11 e 12 dicembre scorso sono emerse posizioni contrarie alla prosecuzione dell’attuale politica monetaria espansiva, con la possibilità di interrompere l’attuale piano di acquisto di bond.

Altre posizioni contrarian invece sarebbero per proseguire fino a fine anno questa politica per poi togliere le stampelle della banca centrale.

QE 2013 BernankeLa notizia per ora ha provocato un rafforzamento del dollaro, con conseguente calo di asset correlati inversamente come l’oro, in discesa da ben sei settimane.

Nell’ultimo vertice la Fed ha comunque deciso di proseguire nel suo programma di quantitative easing deliberando il piano di acquisti da 45 miliardi di dollari a settimana. Ma nonostante questo, si evidenzia un cambio di marcia, considerando che fino ad oggi le posizioni contrarie al QE erano pressoché irrisorie.

E’ tempo di exit strategy? Sarà fondamentale seguite con attenzione i prossimi vertici della  banca centrale Usa dai quali emergeranno indizi importante per comprendere la volontà dei leader americani che ora si trovano a dover contendere il trend inarrestabile di crescita del debito.

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