Unione Europea verso il sistema di vigilanza bancaria

Nelle ultime settimane i mercati finanziari europei sono tornati a respirare dopo aver vissuto un 2012 sull’ottovolante, prima vittima di un assedio mirato da parte degli speculatori, e poi in rapida ripresa per merito anche dell’attivismo della Bce, sia con politiche economiche espansive che con un’azione politica mirata, con il varo di provvedimento di forte contrasto agli attacchi speculativi, come lo scudo antispread.

Il Fmi dopo aver espresso ancora una volta apprezzamenti per il lavoro condotto in questi mesi ha esortato il vecchio continente a continuare a lavorare nella direzione tracciata, fino alla creazione dell’unione bancaria.

L’unificazione secondo il fondo monetario internazionale rappresenta l’elemento che può consentire un’inversione di tendenza. Per l’istituto guidato da Christine Lagarde il ruolo cruciale dovrebbe esser svolto dalla Bce, che svolgerà la funzione di vigilanza.

La vigilanza bancaria comune è stato il primo passo in una direzione che è ancora lunga. Secondo il Fmi, la Bce dovrebbe sottoporre periodicamente gli istituti di credito a stress test per verificare la tenuta delle singole banche a condizioni limite per valutare se e come intervenire.

Per efficientare al meglio il sistema inoltre, viene proposta la possibilità di poter intervenire senza passare per gli Stati, come avviene ad esempio in caso di ricapitalizzazione delle banche. Qualche mese fa, questa situazione, fu tra i motivi che convinsero Mariano Rajoy a non richiedere aiuti perché sarebbero dovuti passare necessariamente attraverso lo Stato iberico, con conseguenze negative sul proprio spread.

Intanto dall’Europa, la Bce riferendosi agli aiuti di Stato ricevuti da Banca Mps ha sottolineato che sia preferibile il rimborso delle cedole dei Monti Bond, più che attraverso cedole in denaro, nell’assegnazione di azioni.

Questo perché con le difficoltà che sta attraversando la banca, caricarla di altri interessi potrebbe finire per compromettere le già residue possibilità di tornare ad una redditività soddisfacente.

A prevedere la novità proposta dalla Bce proprio la Legge di Stabilità, che stabilisce in caso di chiusura esercizio in perdita, per i prossimi due anni le cedole dovranno esser pagati per forza di cose in azioni.

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