Automobile Italia, crollo delle immatricolazioni del 25% a settembre

Vendita autoIl settore automotive continua a registrare dati preoccupanti tanto da mettere in apprensione le case automobilistiche, soprattutto quelle che nel tempo  non sono riuscite a crearsi una posizione forte nei Paesi ad alto potenziale di crescita.

In Europa in particolare, le vendite registrano livelli negativi che non si vedevano da molti anni ed in Italia la situazione peggiora ulteriormente. Nella serata di ieri il  ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha divulgato i dati rilevati nel mese di settembre sulle immatricolazioni, che palesa la drammatica crisi in cui versa il settore.

Nel mese di settembre infatti il mercato dell’automobile registra complessive 109.178 auto immatricolate, ben al di sotto delle 147.021 dello scorso anno, con un calo di oltre il 25%. Nei primi nove mesi dell’anno, le vendite complessive di auto sono di 1.090.627 vetture contro i 1.371.117 dei primi 9 mesi del 2011. Anche qui pesante il passivo, -20%.

Tra le case Fiat non riesce a invertire la brutta tendenza di mercato, con le vendite del Lingotto che si attestano a 33.055 vetture con un calo del 24,26% rispetto al settembre dello scorso anno, con una quota di mercato nel Bel Paese che sale al 30,28%.

Anche le altre case automobilistiche non stanno molto meglio con Ford che registra rispetto allo scorso anno un passivo del 38,29%, Opel del 33,29%, le francesi Renault e Peugeot rispettivamente del  32,69% e del 19,32%.

In calo anche il leader europeo Volkswagen, con un calo del 19,81%. Ribassi diffusi anche per le altre case automobilistiche come Audi, Seat e tra le auto di lusso  Ferrari, Maserati, Lamborghini, Porsche con cali di vendite di almeno il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Marchionne FIAT automobiliLa scorsa settimana si è parlato con forza di un intervento da parte del governo Monti dopo l’incontro avuto tra la delegazione del governo e i vertici di Fiat, con Sergio Marchionne e John Elkann ma a quanto sembra difficile che un governo chiamato per risanare i conti decida di varare forti piani di incentivi.

Proprio il manager italo canadese dopo aver assicurato che non ha alcuna intenzione di chiudere alcuno degli stabilimenti italiani, almeno per ora, ha rilanciato chiedendo al governo di porre le basi per un futuro dell’automobile in Italia. In effetti il Paese si trova ad affrontare una situazione molto difficile e come sottolinea l’Unrae il Paese sta affrontando un processo di “demotorizzazione”.

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