Economia mondiale in crisi tra Europa, Stati Uniti e Cina

La crisi economica globale continua a preoccupare notevolmente i leader internazionali, pronti ad intervenire qualora dovesse ulteriormente degenerare. La Federal Reserve, nell’ultimo Fomc, non si è nascosta dietro inutili alibi ed ha coraggiosamente ammesso che è necessario intervenire tempestivamente per impedire pericolose ripercussioni.

GeithnerBen Bernanke, cosi come Obama ed il segretario al tesoro Usa Geithner, hanno individuato nell’Eurozona la vera causa dell’attuale crisi. In realtà anche gli Stati Uniti hanno inefficienze non indifferenti, in primis un debito elevatissimo che più volte ha provocato forti tensioni all’interno del Congresso.

Il prossimo anno inoltre scadrà il Fiscal Cliff, il programma di incentivi varato da Obama che ha consentito al Paese di rimanere in piedi in questi anni e che secondo numerosi analisti potrebbe portare nuovamente in recessione, o per lo meno in stagnazione, l’economia del Paese.

Oltre agli Stati Uniti anche la Cina ha enormi difficoltà e negli ultimi mesi sta rallentando pericolosamente. Gli ultimi dati macroeconomici hanno palesato le difficoltà di un Paese che negli ultimi anni è cresciuto vertiginosamente e che si appresta ad entrare in una nuova fase, quella che contraddistingue le economie mature, con una crescita più contenuta ma con un maggior contributo dell’economia interna.

Per anni il Paese è dipeso dall’export, favorito dalla continua svalutazione della propria moneta, lo Yuan.

Nell’ultimo periodo invece il governo ha avvertito l’esigenza di rendere indipendente la propria economia favorendone la crescita interna, con un piano quinquennale ad hoc dove si incentiva il consumo.

Popolo cineseIl rallentamento economico in atto è inequivocabile ma per Confindustria il Dragone continuerà a rivestire il ruolo di locomotiva mondiale dei consumi e rappresenta un’opportunità importante per le imprese italiane con ghiotte opportunità di investimento.

Il Centro Studi di Confindustria (Csc) crede fermamente della Cina, ammettendo tuttavia che sarà chiamata ad interventi importanti da qui ai prossimi anni; nonostante risenta della crisi, la crescita rimarrà robusta. Nel 2012 il livello minimo di crescita è del 7,5%. Si tratta di un dato nettamente inferiore alla media sempre in doppia cifra registrata nell’ultimo decennio.

Si tratta comunque di un ritmo di crescita elevato che porterà il Dragone a superare anche l’economia Usa nei prossimi anni.

Il Centro Studi poi sottolinea che ci sono elementi che impediscono un deragliamento dell’economia come lo sviluppo delle aree interne, il processo di urbanizzazione in atto, l’incremento delle retribuzioni e la produttività in continuo aumento.

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