Non solo la Grecia, ma anche la Spagna tormenta l’Europa mentre crescono le tensioni sui mercati finanziari, sempre più volatili, soprattutto nel vecchio continente.
Partiamo da Atene. Cresce l’attesa per l’esito delle elezioni che si avranno il prossimo 17 giugno e dalle quali potrebbe emergere una forza anti euro. Gli ultimi sondaggi vedono in vantaggio una fazione pro euro, che già ha dichiarato la propria volontà di proseguire nel programma stilato dal precedente governo tecnico guidato da Papademos.
In giornata è arrivata un’ulteriore notizia, che dimostra la volontà del Paese di rimanere in piedi nonostante gli importanti problemi che lo travolgono. Si tratta dell’operazione con la quale verranno portate in salvo quattro importanti banche elleniche: National Bank, la Piraeus bank, l’Eurobank, l’Alpha.
Il piano richiederà un esborso di complessivi 18 miliardi di euro da parte del governo. L’operazione si era resa indispensabile dopo che la Bce aveva escluso i quattro istituti di credito dalla possibilità di finanziarsi presso la Bce.
La situazione dovrebbe sbloccarsi portando così sollievo agli istituti coinvolti.
Situazione analoga in Spagna, dove c’è da portare in salvo l’istituto di credito Bankia, nato dalla fusione tra ben 9 banche.
L’istituto di credito ha annunciato di recente una maxiperdita nel 2011 di circa 3 miliardi di euro ed ha ricevuto un prestito dal governo per 4,5 miliardi.
La banca iberica ha un’esposizione molto pericolosa al mercato immobiliare locale, e paga a duro prezzo la bolla immobiliare che ha colpito la Spagna con il drastico crollo del settore. Indiscrezioni di stampa riferiscono un’esposizione al rischio ancora molto elevato e per tirare definitivamente il Paese fuori dai guai sarà necessario procedere in tempi brevi ad una nuova iniezione di liquidità.
Si è parlato di una richiesta di prestiti che potrebbe raggiungere quota 20 miliardi di euro.
Il titolo è stato riammesso in borsa ieri, ed ha chiuso la seduta in ribasso del 13,4%.
Intanto la borsa spagnola continua a registrare nuovi minimi, portandosi al livello più basso degli ultimi 9 anni con lo spread che supera ampiamente i 500 punti base.



Maggio 29th, 2012
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