Ecofin: Ministri finanze non trovano l’accordo su flessibilità requisiti patrimoniali Basilea 3

Basilea 3Ministri delle Finanze europei riuniti sotto il segno dell’Ecofin per stabilire nuove regole per l’attività bancaria. La riunione tenutasi ieri sera tuttavia non ha portato a decisioni definitive, pur schiarendo i diversi punti tra i quali si lavora per cercare compromessi.

In ballo c’è la definizione di nuove regole prudenziali per Basilea 3.

La nuova regolamentazione dovrà dare maggiore elasticità ai singoli Stati, nel predisporre regolamenti interni differenti che possano derogare alle disposizioni comuni che riguardato tutti e 27 i Paesi Ecofin, consentendo in caso di speculazioni o bolle finanziarie di poter agire tempestivamente senza rischiare di compromettere l’intero continente.

Tra le proposte avanzate vi è ad esempio quella presentata dal ministro delle Finanze della Danimarca, che ha suggerito la possibilità da parte dei singoli Stati di poter innalzare il requisito patrimoniale generale, previsto da Basilea 3, di un ulteriore 3%. In particolare fino alla misura del 3% non è necessario alcuna autorizzazione, mentre oltre tale soglia, sempre secondo quanto proposto, occorrerebbe il benestare dell’Ecofin.

In realtà quello del 3% è stato un tetto giudicato eccessivo da molti, ma comunque ridotto rispetto al 5% iniziale, prontamente bocciato dalla commissione.

Dopo lunghe trattative non si è comunque riusciti a trovare un’intesa. Tra i più intransigenti, secondo quanto riportato da numerosi quotidiani nazionali, vi è la posizione britannica, apparsa non disposta ai compromessi proposti. In particolare, il cancelliere dello Scacchiere George Osborne, ha esplicitamente dichiarato di non voler tornare a Londra senza un accordo oggettivamente convincente. La posizione britannica era di concedere agli Stati la piena libertà di poter imporre alle rispettive banche requisiti patrimoniali aggiuntivi rispetto all’8% individuato da Basilea 3.

Chancellor George OsborneAnche se le parti hanno smussato le proprie posizioni, non appare comunque facile trovare l’accordo, in considerazione che il tema in oggetto è la regolamentazione del settore bancario, un settore che anche in passato ha richiesto tempi decisionale molto lunghi.

Le parti si sono ridate appuntamento al prossimo 15 maggio per trovare una soluzione, anche se tra gli interessati sono in molti ad aver espresso titubanze in merito al raggiungimento di un accordo in tempi così rapidi. Il ministro delle finanze danese Margrethe Vestager, tra i più attivi durante il vertice e tra gli organizzatori dell’evento, ha esplicitamente riferito al termine dell’incontro che il clima è molto difficile, anche alla luce delle differenti caratteristiche esistenti tra i diversi Stati membri.

Anche il  ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble ha spiegato come sia difficile trovare un accordo soprattutto in considerazione dei paletti imposti dalla Gran Bretagna, sottolineando l’importanza di attuare le modifiche per salvaguardare la stabilità delle 8.300 banche europee.

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