Risultati deludenti per Autogrill che chiude il 2012 con risultanze in flessione rispetto allo scorso anno. Il Cda ha approvato oggi i risultati relativi allo scorso anno, che nonostante la flessione evidenziano la crescita internazionale messa in atto dal gruppo che assume sempre più i connotati di una multinazionale.
Sicuramente la situazione di difficoltà italiana, ed anche Europa pesa sul gruppo ma ci sono aree in cui Autogrill continua a crescere con decisione. In evidenza i risultati raggiunti in Stati Uniti, UK, America Latina e Medio Oriente.
Le vendite sono state particolarmente importante nelle aree aeroportuali in cui il gruppo intende sempre più rafforzare la propria presenza. Decisivi in tal senso i risultati portati avanti dal comparto travel retail soprattutto in Nord America.
Di contro, la componente autostradale europea non ha fatto grandi cose anche per via del deciso calo del traffico nelle autostrada, come evidenziato da recenti report divulgati … Leggi di più



Marzo 8th, 2013
Lorenzo Sentino
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Giornata di trimestrali per Piazza Affari quella di ieri, chiusa indossando la maglia rosa come miglior indice borsistico europeo. Le pressioni permangono e lo spread ha leggermente recuperato rimanendo comunque al di là della media storica, alimentando tensioni sul mercato del titoli di Stato.
La lotta all’evasione fiscale rappresenta uno dei capisaldi nelle campagne elettorali di ciascun leader politico. In Italia nonostante l’egregio lavoro svolto negli ultimi anni dall’Amministrazione Finanziario, l’evasione assume dimensioni molto vaste tanto da pesare sul bilancio dello Stato.
Partenza in rialzo per le borse europee dopo una seduta di prese di beneficio. Il Ftse Mib di Milano, che anche ieri era stato tra le poche mosche bianche, registra un rialzo dello 0,4% a 17.505 punti. Il Dax di Francoforte sale dello 0,7% mentre il Cac 40 di oltre un punto percentuale.
Tra i titoli Mps sale dell’1,5% a 0,265 euro. In ribasso il resto del comparto bancario con Unicredit che registra una flessione dello 0,35%, Intesa e Mediobanca rispettivamente dello 0,85% e dell’1,10%.