L’Italia è in profonda recessione ed il mercato del lavoro è finito in un vortice dove non si vedono argini per una risalita. La Commissione Europea ha rivisto in negativo le previsioni economiche europee.
In particolare secondo l’Ue l’Italia non centrerà il pari di bilancio il prossimo anno, ed anche la Francia sforerà il deficit del 3%, questo a causa dell’ulteriore peggioramento dell’economia che dovrebbe registrarsi nei prossimi mesi.
Un giudizio negativo nonostante sia di parte, con la ripresa che arriverà non prima del 2014.
L’Italia non se la passa per nulla bene, considerando che non ha ancora visto il peggio della crisi che dovrebbe trovare il punto peggiore proprio nei prossimi mesi, con una disoccupazione che rimarrà saldamente in doppia cifra.
Il tasso che attualmente è al 10,6% potrebbe salire fino all’11,5% il prossimo anno e all’1,8% in quello successivo. Numeri da paura, per un Paese che già soffre molto la perturbata situazione macroeconomica.
Per quanto concerne la crescita economica, solo nel 2014 si registrerà un magro 0,8% mentre per quest’anno e per il prossimo il Pil si contrarrà rispettivamente del 2,3% e dello 0,5%. Secondo i dati divulgati non più di qualche settimana fa da parte del governo la contrazione dell’economia sarà del 2,4% quest’anno e dello 0,2% nel prossimo anno mentre in quello successivo si registrerà una crescita dell’1,1%.
Addio pareggio di bilancio che da Bruxelles considerano impossibile seppur ci sarà una sostanziale riduzione con il deficit che dovrebbe attestarsi il prossimo anno intorno al 2%. Nel prossimo anno ci sarà un avanzo primario del 5%, mentre il rapporto debito/Pil dovrebbe salire al 126,5% quest’anno e poi al 127,6% il prossimo anno.
Sarà un contesto generale europeo piuttosto fiacco tanto che la Commissione ha abbassato le stime per la maggior parte di economie del vecchio continente con un Pil Europeo (dei 27 Paesi dell’area euro) che fletterà dello 0,4% quest’anno, per poi salire prima dello 0,3% il prossimo anno e dell’1,6% nel 2014.
In estrema sintesi le previsioni mettono a nudo le difficoltà del vecchio continente che dopo un difficile 2012 rivedranno timidi segnali di crescita il prossimo anno, per poi lasciarsi definitivamente alle spalle la crisi nel 2014. Nel frattempo per i Paesi periferici, Grecia e Spagna in testa sarà molto difficile centrare gli obiettivi di bilancio imposti dall’Ue.



Novembre 8th, 2012
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