Un altro semestre da dimenticare per uno dei leader mondiali della telefonia, la spagnola Telefonica. L’azienda spagnola in seguito ai risultati assai negativi conseguiti nella prima parte dell’anno in corso e in considerazione del contesto macroeconomico controverso (in Spagna e nel resto dell’Europa), ha deciso di rivedere la propria politica di impiego della liquidità.
A farne spesa i singoli azionisti, che nel 2012 non riceveranno alcun dividendo dalla società.
Un calo dell’utile del 34,4% era totalmente inaspettato, ed ha pertanto indotto la società a non distribuire compensi agli azionisti come spiega il management per poter adempiere alle scadenze con tranquillità, ma conferma che dal prossimo anno ricomincerà a remunerare i soci con una cedola sostanziosa di 0,75 euro, che verrà pagata in due tranche.
Si tratta di un dietro front per la società che aveva già annunciato nei mesi scorsi il pagamento di una cedola di 1,5 euro, già ridimensionata rispetto ai precedenti 1,75 euro. Sarà difficile ora convincere gli investitori a rimanere sul titolo, e soprattutto gli istituzionali, visto che mediamente il settore offre agli azionisti dei lauti dividendi.
Tornado ai conti, Telefonica ha registrato ricavi per 30,98 miliardi di euro in sostanziale equilibrio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In discesa invece la marginalità: il margine operativo lordo in calo del 7,7% a 10,431 miliardi di euro.
Per l’anno in corso la società ha rivisto al ribasso le stime sul fatturato.
Quello di Telefonica rappresenta il classico esempio di come un’azienda storicamente sana e di alta redditività, se inserita in un contesto negativo come quello spagnolo può subire forti ripercussioni in termini di redditività. Per fare cassa la società spagnola leader delle telecomunicazioni ha confermato la propria volontà di dismettere asset non core, cercando di valorizzarli compiutamente senza svenderli.
Tra le altre azioni intraprese vi è il taglio degli stipendi ai consiglieri di amministrazione e ai manager, rispettivamente del 20 e 30%.
Brutta la reazione del titolo in borsa, che perde il 5% portando le perdite a 1 anno a circa la metà della capitalizzazione di borsa.
La società ha deciso poi di non dar seguito al piano di buy back approvato per sostenere i corsi azionari in un momento difficile per i mercati come quello che stiamo vivendo in questi giorni.



Luglio 26th, 2012
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