La situazione economica europea continua ad esser al centro del dibattito internazionale, mentre si infittiscono i colloqui tra i principali vertici per intraprendere azioni di stimolo alla crescita economica.
Alcune autorevoli fonti di stampa internazionali hanno rivelato che sarebbe in corso lo studio di un piano di investimenti da 200 miliardi di euro articolato in progetti infrastrutturali che dovrebbero riguardare anche una maggiore spinta sulle fonti rinnovabili. Sarebbero ora da trovare le risorse, che secondo El Pais dovrebbero arrivare da una maggiore contribuzione della Bei (Banca europea per gli investimenti).
Mentre si attende l’esito del ballottaggio in Francia tra Sarkozy e Hollande (in programma il prossimo 6 maggio), si profilano nuove alleanze con Mario Monti che pare esser il primo candidato a sostituire l’attuale presidente francese in caso di sconfitta alle elezioni nel rapporto privilegiato con il cancelliere tedesco Angela Merkel.
Si tratterebbe di un elemento di peso considerando che alla presidenza della Bce c’è Mario Draghi. Poter contare sui due Super Mario, come li hanno definiti alcune fonti giornalistiche internazionali, rappresenta per l’Italia un’importante opportunità, considerando che i due godono in campo economico di stima mondiale.
Un altro nodo da sciogliere sarà quello della presidenza dell’Eurogruppo, visto che l’attuale presidente Jean-Claude Juncker, ha già annunciato di voler lasciare l’incarico alla fine del mandato.
L’attuale premier lussemburghese, in carica dal 2005, si è detto stanco delle continue insidie da parte di Francia e Germania che a suo dire non avrebbero consentito una gestione libera del mandato.
La scadenza del mandato è al prossimo giugno,e già si profilano le candidature. Il premier Junker appoggia la candidatura di Wolfgang Schaeuble, attuale ministro delle Finanze tedesco. In realtà sono ormai diversi mesi che gira la voce del tedesco alla guida dell’Eurogruppo, anche perché pare sia arrivato un secco rifiuto da parte dell’attuale presidente del Consiglio Mario Monti.
Difficile far previsioni a questo punto, anche perché come per altri mandati, bisognerà mantenere un certo equilibrio tra i poteri dei diversi stati. E’ ancora nota la bagarre che si creò prima di dare il via libera a Mario Draghi alla Bce, e che portarono alle dimissioni dell’attuale membro del board Lorenzo Bini Smaghi, proprio per evitare che l’Italia avesse una maggior rappresentazione rispetto ad altri Paesi.
Intanto domani sarà in corso un vertici tra i ministri delle finanze per discutere sulla presidenza della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers).



Maggio 2nd, 2012
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