Direttiva MiFID, cosa prevede

direttivaIl mercato finanziario europeo sta subendo, negli ultimi anni, una fase di riorganizzazione strutturale. Lo scopo di tale ristrutturazione è quello di creare delle regole universali a livello europeo che siano in grado di trasformare il mercato finanziario in qualcosa di realmente integrato e competitivo sul piano mondiale.

Risale al 1999 la creazione, da parte della Commissione Europea, del FSAP (Financial Services Action Plan) cioè un Piano di Azione per i Servizi Finanziari che aveva lo scopo di individuare sia le norme e sia la loro tempistica di applicazione al fine di ottenere i massimi benefici dall’introduzione della moneta unica; altro scopo di questo Piano era quello di vigilare sulla stabilità e sulla competitività dei mercati finanziari dell’Unione. Il tutto doveva confluire in un’integrazione dei mercati finanziari e in un’armonizzazione delle regole di vigilanza attuate tra i gli stati membri dell’Unione Europea.

Tra i punti chiave messi in gioco dal FSAP rientra senza ombra di dubbio la MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Si tratta di una direttiva che riveste grande importanza per ciò che concerne l’operatività dei mercati finanziari europei e anche le regole di azione degli operatori attivi al loro interno.

Ma vediamo di capire meglio, e più nel dettaglio cosa sia di preciso la MiFID

Entrata in vigore, grazie all’approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio Europeo, nell’aprile del 2004 essa è andata a sostituire la vecchia direttiva, l’ISD (Investment Services Directive); questo rimpiazzo si rese necessario in quanto l’ISD non conteneva regole basilari sufficientemente chiare, soprattutto in materia di concorrenza fra le infrastrutture di negoziazione. Altro neo di questa direttiva era quello di non essere in grado di fornire un efficace quadro operativo per quello che riguardava le attività di investimento tra i paesi UE. La MiFID quindi nasce proprio per colmare queste lacune legislative. Tutti i paesi membri dell’Unione Europea sono stati tenuti a recepire la direttiva entro il novembre del 2007, data a partire dalla quale essi sono tenuti a rispettare la MiFID e applicarne la disciplina.

Tra gli obiettivi principali della MiFID c’è senz’altro quello di applicare un buon level playing field, cioè un alto livello di armonizzazione tra i mercati finanziari europei in modo che ogni impresa possa avere la tranquillità di operare i propri investimenti in ciascun singolo paese, certa che le regole di tali investimenti siano universali e valide per qualunque altra impresa di qualunque altro paese della Comunità.

mifidLe novità fondamentali introdotte da questa direttiva riguardano sia le figure degli intermediari finanziari che i requisiti di organizzazione. Inoltre altro punto fondamentale è quello legato alle norme che disciplinano eventuali conflitti di interesse di chi opera nel settore finanziario, le norme che riguardano la suddivisione della clientela in retail, professional, eligible counterparties, le norme che regolano la consulenza in materia di investimenti finanziari e quelle che organizzano la disciplina della best execution (che impone agli intermediari di ottenere il miglior risultato possibile per i propri clienti).

La normativa MiFID inoltre ha previsto l’abolizione della cosiddetta concentration rule voluta al fine di facilitare le operazioni di investimento tra i diversi paesi, promuovendo la concorrenza tra le diverse piazze. Ciò a cui questa abolizione mira è una liberalizzazione dei mercati finanziari in modo che le banche o altre società di investimento possano concorrere con la Borsa. Tutto questo sarà possibile perché non sarà più un obbligo concentrare solo all’interno delle Borse le contrattazioni e gli scambi dei titoli quotati; tali contrattazioni infatti potranno avvenire oltre che sui mercati regolamentati, anche su altri sistemi multilaterali di contrattazione (SMN).

Altro passo importante della MiFID è quello legato alle regole di trasparenza delle informazioni di mercato sia in fase pre-trade che in fase post-trade. Per quel che riguarda il post-trade, vengono molto ben disciplinate da questa Direttiva le comunicazioni alle autorità competenti del paese di origine dell’impresa di investimento la quale è tenuta a fornire a tali autorità, il più velocemente possibile, tutti i dettagli relativi all’investimento effettuato. Tali informazioni possono transitare attraverso diversi canali:

comunicazione diretta dell’impresa all’autorità competente;

comunicazione da parte di un soggetto terzo che agisce in rappresentanza dell’impresa stessa;

sistema di controllo degli ordini e delle notifiche approvato dall’autorità competente.

In ogni caso, le comunicazioni devono avvenire in formato elettronico, con la massima garanzia di sicurezza e riservatezza, con firme digitali e autenticate.

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