Giornata insolita per i mercati finanziari internazionali. Si parte da Wall Street che è rimasta chiusa per via del forte uragano che ha travolto gli Stati Uniti ed ha buttato nel panico la popolazione americana.
L’uragano Sundy dovrebbe continuare anche domani, tanto che le agenzie di stampa fanno sapere che difficilmente la borsa di New York sarà aperta domani e c’è il rischio che la chiusura proseguirà per tutta la settimana. I video trasmessi dagli Stati Uniti dimostrano il grave disagio a cui è sottoposta la popolazione, con i trasporti completamente bloccati.
Solo la ripresa della normalità a New York potrà consentirà la riapertura dei mercati. Il sindaco di New York Michael Bloomberg, ha sottolineato che solo mercoledì i mercati potranno riaprire.
Ufficiale invece la chiusura del mercato obbligazionario domani, mentre oggi le negoziazioni sono rimaste aperte fino alle 17 italiane.
Sui listini europei sono tornate le incertezze con nuovi timori su Spagna e Grecia, i due periferici continuano a soffrire in attesa di una ratifica definitiva del piano di aiuti. L’indice Ftse Mib di Milano ha registrato una flessione dell’1,51% a 15.349 punti.
Piazza Affari registra una flessione più marcata rispetto alle altre borse europee, dopo le parole dell’ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, che ha annunciato venerdì di star vagliando la possibilità di togliere la fiducia al governo Monti.
Tra i titoli giu i titoli del comparto finanziario con Mps e Bpm in ribasso rispettivamente del 4,46 e 4,41%, Banco Popolare e Mediobanca -4,3%.
Torna a crescere anche lo spread tra Btp e Bund, con il differenziale di rendimento che sale a 355 punti base e il rendimento del titolo decennale che sale sopra il 5%. Questo nonostante l’asta dei titoli di stato semestrali è andata piuttosto bene con un rendimento dell’1,347% sui minimi dal marzo scorso.
Tra i diversi mercati, la borsa di Atene è crollata di oltre il 5% dopo la notizia che il governo ha deciso di prorogare al 30 novembre la pubblicazione delle trimestrali delle banche elleniche a causa dei ritardi registrati nell’ottenimento del piano di aiuti dalla Bce/Fmi, dopo gli ultimi tira e molla con la Troika, che in questi giorni presenterà un dossier sulla reale situazione del Paese.



Ottobre 30th, 2012
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