Crisi Grecia, Samaras vuole proroga di due anni

La Grecia è vicina ad un nuovo piano di aiuti dopo che il governo ha sottolineato l’esigenza di nuove risorse per fronteggiare le scadenze ravvicinate. Si tratterebbe del terzo piano di aiuti da quando è scoppiata la crisi nel Paese, ormai alla fame dopo cinque anni di recessione consecutiva.

Presidente Consiglio Antonis SamarasIl neo presidente del Consiglio Antonis Samaras ha iniziato una serie fitta di colloqui con i principali leader europei, invitandoli a concedere una proroga al Paese nel raggiungimento dei target prefissati, propedeutici all’erogazione delle diverse tranche di aiuti.

L’operazione di intelligence del neo presidente, di cui ha parlato positivamente anche la Troika, potrebbe consentire ad Atene la deroga. Sarà decisivo in tal senso il mese di settembre in cui si ripeteranno numerosi vertici tra i leader europei.

Sulla proroga si è espresso positivamente il cancelliere austriaco Werner Faymann, che ha sottolineato come è possibile la concessione di ulteriori 2 o 3 anni di proroga purché il Paese concretamente si impegni ad approvare le riforme, procedendo a tagliare la spesa e approvare le riforme concordate con la Troika.

Rimane tuttavia da convincere la posizione della Germania, che tra l’altro è quella di maggior peso nella decisione. I tedeschi hanno già fatto sapere che una proroga alla Grecia non è accordabile, ed anche la presenza in Europa non è automatica ma dipenderà dalla concreta approvazione delle riforme.

Ministro finanze tedesco SchaeubleNei giorni scorsi si era espresso contro la proroga anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo il quale tale concessione non servirebbe a molto ma provocherebbe solo un maggior costo per l’Europa.

Il Paese negli ultimi anni più volte ha fatto promesse che poi non ha mantenuto, soprattutto durante il governo Papadreou. Lo sa bene Samaras, che ha sottolineato che il principale obiettivo dei numerosi vertici in programma è proprio quello di dare credibilità all’attuale esecutivo in modo da sedersi nuovamente al tavolo con i leader europei, magari per rivedere il piano di riforme.

Dello stesso parere Francois Hollande, che questa volta la pensa come Berlino. Il leader politico francese ha sottolineato che non verranno fatti sconti alla Grecia, che deve impegnarsi per riacquistare credibilità a livello internazionale. Tutto dipenderà dall’approvazione delle riforme e dei tagli promessi.

Nei prossimi giorni conosceremo il futuro di Atene, sul quale è impossibile fare previsioni. Di sicuro c’è la volontà di fare il possibile affinché permanga nell’euro, ma è chiaro che tutto dipenderà dalla volontà del nuovo governo di risanare effettivamente i conti a costo di imporre nuovi sacrifici ai greci.

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