La banca centrale europea ha confermato i tassi allo 0,75% ed il presidente Mario Draghi ha parlato di segnali incoraggianti dai mercati finanziari seppur la situazione rimane delicata.
L’ex numero uno di Bankitalia ha parlato anche della Grecia specificando che è stato fatto tutto il possibile per aiutarla e l’approvazione in Parlamento del piano di tagli da 13,5 miliardi di euro è un passo in avanti importante per salvare il Paese.
Intanto da Washington il Fmi, nel report post G20 di Città del Messico, ha sottolineato i progressi fatti dal vecchio continente pur specificando che quanto realizzato incontra un importante limite, costituito da alcune resistenza di carattere politico che non consentono di far le cose nel migliore dei modi.
In particolare, l’insorgere di proteste sociali spingerebbe i leader politici locali ad attenuare l’adozione di misure incisive, limitandosi ad approvare soltanto una parte dei provvedimenti necessari a risanare i Paesi, citando nello specifico quanto accaduto a Portogallo e Grecia.
Secondo l’istituto internazionale guidato da Christine Lagarde quello che preoccupa maggiormente è che per completare l’opera e le riforme strutturali e fiscali potrebbero esserci problemi di carattere sociali e politico, considerando che potrebbero esser necessarie ulteriori manovre.
Tornando al vertice Bce odierno, fino al 2013 i tassi rimarranno sul minimo storico. La Bce prevede tassi sopra il 2% per il 2012 e poi cali a partire dal prossimo anno.
Per quanto riguarda i tassi dipenderà se ci sarà crescita, che Mario Draghi prevede sul finire del prossimo anno e assicura l’applicazione del piano antispread, sempre se i governi si comporteranno bene, cioè adotteranno le misure di austerità di volta in volta concordate con le autorità europee.
Dopo undici anni Draghi ha annunciato che presto verranno emesse nuove banconote, che contrasteranno con ancora più efficacia le frodi. Si partirà dalle banconote da 5 euro.



Novembre 9th, 2012
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