La precaria situazione economica europea continua a seminare il panico tra gli investitori, provocando la rapida discesa dei mercati finanziari. La giornata è stata dura, con i principali indici internazionali che registrano delle forti discese.
Il Ftse Mib di Milano segna un ribasso dell’1,8% ampiamente sotto i 13 mila punti. Non meglio Francoforte e Parigi che scendono rispettivamente dell’1,8 e del 2,4% mentre Wall Street scende mediamente di un punto percentuale.
Oltre che la Grecia, adesso è la Spagna a preoccupare. Si è parlato in giornata della possibilità che la Commissione Europea conceda al Paese iberico un anno in più di tempo per rientrare dal deficit, rendendo possibile di fatto sostenere la crescita del Paese e raffreddando le misure di austerità altrimenti necessarie al raggiungimento dell’obiettivo.
L’obiettivo del deficit al 3% potrebbe rivelarsi un massacro per un Paese in enorme difficoltà che si trova tra l’altro a fronteggiare il concreto rischio di collasso finanziario dopo che la terza banca del Paese Bankia ha già annunciato la richiesta di un piano di salvataggio da 19 miliardi di euro, dopo averne ricevuti già 4,5 miliardi dal governo iberico.
A confermare le indiscrezioni il vice presidente della Commissioni Rehn, che ha assicurato la volontà di allungare di uno o due anni il raggiungimento dell’obiettivo, considerando la grave situazione di recessione che attanaglia il Paese. In Cambio i vertici Ue richiedono un impegno del governo a presentare entro breve un piano robusto che consenta al Paese di riprendersi dalla grave situazione che si trova a fronteggiare.
Oltre la Spagna anche in Italia il vento non è proprio favorevole. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennale si attesta oltre i 480 punti andando ad insidiare quota cinquecento basis point (temuta dagli operatori di mercato), che si tradurrebbe in un rendimento a dieci anni sopra il 6%, rendendo di fatto difficile finanziarsi sui mercati.
Va decisamente peggio alla Spagna, dove il differenziare tra i Bonos spagnoli e i Bund tedeschi si porta sopra i 530 punti base con il rendimento a dieci anni pari al 6,65%.
Prevista ancora un’elevata tensione sui mercati in attesa di comprendere come verranno sciolti i diversi nodi che attanagliano il vecchio continente.



Maggio 31st, 2012
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