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Caso Russia-Ucraina, presto le sanzioni. Quali implicazioni per l'Italia?

24/MAR/2014 ore 17:38 Rubriche 0 Commenti Lorenzo Sentino

Referendum Crimea RussiaIl caso Russia-Ucraina ha creato un evidente spaccatura internazionale tra i sovietici e gli Stati Uniti d’America. In molti temono implicazioni di lungo termine, come il ritorno alla “Guerra Fredda” o un isolamento internazionale della Russia. Di sicuro, vista la presa di posizioni di molti leader occidentali alla fine verranno comminate delle sanzioni importanti, cercando di non compromettere l’equilibrio politico-sociale internazionale, dato il contesto già piuttosto acceso nei Paesi emergenti.

A questo punto viene da chiedersi quali implicazioni avrebbe l’Italia in caso di diatriba tra Russia e Occidente. Le implicazioni sono ovviamente importanti visto l’alleanza strategica tra le parti. E’ ben noto che il Bel Paese rappresenti, dopo la Germania, il principale partner commerciale europeo per Mosca (con un export di circa 10 miliardi di euro) e questo spiega la cura delle relazioni che i nostri primi ministri hanno avuto da sempre con quelli russi. L’esempio calzante è quello tra Silvio Berlusconi e Putin.

Forti le alleanze con i due colossi petroliferi ENEL ed ENI attraverso la compagnia petrolifera nazionale Gazprom. Quest’ultima proprio con il Cane a Sei Zampe ha in atto una joint ventures per la costruzione di una gasdotto che dovrebbe passare sotto il Mar Nero per portare il petrolio dalla Russia all’Italia aggirando l’Ucraina.

Il vero nodo rimane quello del gas. E’ ben noto infatti che l’Italia importa dalla Russia la materia prima per circa il 30% del fabbisogno nazionale ed è probabile pensare ad azioni drastiche da parte di Putin qualora venissero comminate sanzioni importanti. I leader internazionali stanno valutando le implicazioni che avrebbe ogni comportamento verso Mosca.

Putin Obama UcrainaNon solo l’energetico ma molti altri settori risultano intrecciati da forti relazioni come quello della moda, dell’arredamento, della meccanica fino all’edilizia e conosciamo bene l’implicazione che ha lo Stato nelle aziende russe, tanto da condizionare ogni loro decisione in termini di alleanze.

La decisione di sospendere l’adesione della Russia al G8 cosi come all’Ocse ha già gelato i rapporti, anche perché è chiaro che si tratti di un avvertimento. Se la tensione dovesse perdurare sarebbero ben altre le conseguenze, che potrebbero poi portare alla cancellazione di ogni partership tra Russia e Occidente.

Quale sarà in uno scenario disfattista il ruolo dell’Europa? Finora la posizione del vecchio continente è stata mite, con il tentativo di spingere Putin a fare marcia indietro. L’approccio diplomatico dovrebbe poi consentire un rapido ritorno alla normalità qualora rientrassero le tensioni ma in caso negativo a quel punto gli Stati Uniti, che finora si sono battuti in prima linea, chiederanno un posizionamento dell’Europa da una parte o dall’altra. A quel punto la decisione sarebbe scontata.

Le conseguenze economiche della disfatta sarebbero devastanti per l’Europa ed anche quelle di carattere sociale non sono da escludersi.

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