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La cancellazione dell'IMU sa di fregatura: la Service Tax sarà pià cara

29/AGO/2013 ore 19:12 Rubriche 0 Commenti Lorenzo Sentino

Alfano PDLL’accordo sull’IMU ha consentito al governassimo PD-PDL di rimanere in piedi, suscitando il plauso degli italiani proprietari di immobili. Si tratta tuttavia di un accordo miope, che da un lato permetterà ai proprietari di prima casa di non pagare l’imposta, ma dall’altro si tradurrà in nuove tasse per gli italiani a partire dall’aumento dell’IVA.

Non ne fa mistero il responsabile economico e del lavoro del Partito Democratico Stefano Fassina, nonché viceministro del governo all’Economia, che sottolinea che a questo punto l’aumento dell’Iva previsto da Mario Monti per il 1 di ottobre è “irrimediabile”.

Lo stesso ministro poi comunque raffredda gli animi sottolineando che nella Service Tax ci sarà anche una componente patrimoniale riferita proprio alla proprietà di immobili.

Contrario Angelino Alfano, che ha sottolineato il lavoro portato avanti dal suo partito per ottenere la cancellazione dell’imposta. Lo stesso vice premier non esclude neppure il blocco dell’aumento dell’Iva, tema su cui lavorerà il governo nel mese di settembre visto che in mancanza di decisioni contrarie salirà di 1 punto percentuale già dal 1 ottobre. L’altro rappresentante del PDL Renato Brunetta è del suo stesso parere, ammonendo il viceministro di straparlare eccessivamente, contravvenendo ad accordi raggiunti all’interno del Consiglio dei Ministri.

Diritto casaDi parere opposto le opinioni di molte associazioni di categoria. Allarmata Unione Inquilini, che sostiene che la nuova Service Tax che entrerà in vigore il prossimo anno porterà ad una stangata da 1.000 euro a famiglia.

Il segretario dell’associazione De Cesaris frena quindi gli entusiasmi anche perché a suo dire questa tassa andrà a colpire gli inquilini e non i proprietari, che dovranno vedersela con importi generalmente fuori dalla loro portata pur non essendo proprietari dell’immobile.

Dopo il provvedimento chiede spiegazioni Olli Rehn, commissario Ue all’economia, che vuol andar a fondo per capire se l’Italia può permettersi questo provvedimento e se lo stesso non condizionerà le sue finanze dopo il duro lavoro portato a termine negli ultimi anni.

Per ora impossibile esprimere un parere compiuto sulla decisione assunta dal governo. Di certo, la precaria situazione dei conti pubblici italiani rende impossibile un intervento del genere senza conseguenza in termini di gettito fiscale, per cui sicuramente dovremmo attenderci ulteriori provvedimenti di senso opposto. Di sicuro quello di aumentare l’Iva è tra i più sconsigliati, dato l’impatto assai negativo che avrebbe sul potere d’acquisto delle famiglie, già fortemente compromesso dalla dura recessione presente da tempo in Italia.

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