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L'Italia fuori dalla procedura per deficit eccessivo. Francia ancora dentro

24/GIU/2013 ore 13:49 Rubriche 0 Commenti Lorenzo Sentino

Procedura UE deficit ItaliaGrande soddisfazione per il governo italiano con Bruxelles che ha tirato fuori l’Italia dalla procedura di deficit eccessivo in cui era stata inserita qualche anno fa. I conti ora tornano, e grazie ai duri sacrifici a cui l’ex premier Mario Monti ha chiamato italiani.

L’obiettivo del pareggio di bilancio lo si sapeva fosse impossibile da raggiungere, ma il rapporto deficit/Pil al 3% è stato centrato con successo. L’Italia rappresenta uno dei pochi Paesi ad esser in regola col rapporto di stabilità e questo rende possibile avere una maggior possibilità di manovra. A precisarlo lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, che dopo la riunione Ecofin tenutasi a Lussemburgo, ha precisato che l’esecutivo con questa decisione acquisisce una maggior grado di libertà.

Inoltre l’ex di Bankitalia ha sottolineato che i suggerimenti giunti dall’Europa sono in linea con la programmazione dell’attuale governo. Ci sono poi fondi messi a disposizione dall’Unione Europa finalizzati ad interventi strutturali che l’Italia non ha ancora utilizzato, ed è stato deciso lo scorporo degli investimenti dal computo del deficit.

L’uscita dalla procedura per deficit eccessivo ha riguardato non solo l’Italia ma anche altri quattro Paesi dell’est europeo: Lettonia, Lituania, Romania e Ungheria e ci rimangono dentro altri 16 Paesi che saranno sempre più sorvegliati speciali nel percorso di risanamento. Si riduce sensibilmente il numero considerando che nel 2010 erano stati ben 26 i Paesi messi sotto la lente.

Il parametro principale utilizzato per la valutazione dei bilanci rimane il rapporto deficit/Pil sotto il 3%. Superarlo vuol dire avere gli occhi puntati addosso da parte delle istituzioni europee. Tra i 16 Paesi sotto procedura, il focus è andato su 6 nello specifico a cui è stato chiesto di rientrare nei ranghi entro determinati periodi. Tra questi a Paesi Bassi e Polonia è stato posto un limite al 2014, Francia, Portogallo e Slovenia al 2015 e Spagna al 2016.

Presidente Francia HollandeSorprendere l’inserimento della Francia nella procedura, tuttavia il Paese transalpino ha un rapporto deficit/pil stimato al 3,9% quest’anno, previsto in discesa al 3,6 ed al 2,8% nei prossimi due anni. Molto più complessa la situazione spagnola, il cui rapporto è stimato al 6,5% quest’anno e dovrebbe calare fino al 2,8% nel 2016.

Irlanda e Portogallo hanno ottenuto l’ok per il rinvio della restituzione dei prestiti ricevuti dal fondo salva Stati, in modo da potersi concentrare senza troppi patemi sul risanamento del proprio bilancio. I due Paesi hanno ottenuto da Bruxelles rispettivamente 85 e 78 miliardi di euro.

Grande soddisfazione dell’Ungheria, il cui premier Viktor Orban, ha inviato una lettera a tutti i cittadini in cui elenca quanto fatto in questi mesi per mettere in salvo il Paese, raccogliendo un’eredità molto difficile.

Intanto c’è di nuovo paura in Grecia, in cui sarebbe uscito fuori nuovamente un rischio default. Secondo il Financial Times, sarebbe a rischio l’appoggio al Paese da parte del FMI, che avrebbe chiesto ad alcuni Paesi di contribuire agli impegni assunti. Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha rassicurato sulla presenza di denaro a sufficienza per coprire le esigenze elleniche per almeno un anno.

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