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Corte dei Conti chiede misure per la crescita e basta austerity

29/MAG/2013 ore 11:57 Rubriche 0 Commenti Lorenzo Sentino

Luigi Giampaolino Corte dei ContiNel consueto Rapporto Annuale sul coordinamento della finanza pubblica, la Corte dei Conti è tornata ad ammonire il governo italiano sul terminare azioni di austerità che finiscono per aggravare la già forte crisi finanziaria.

Le dure manovre messe in atto dai governi negli ultimi anni hanno depresso al crescita, finendo per addirittura peggiorare il debito pubblico. Il presidente Luigi Giampaolino ha sottolineato che tra il 2009 ed il 2013 il Pil ha registrato una mancata crescita in Italia di 230 miliardi di euro. Una cifra enorme, che evidenzia le difficoltà del bilancio pubblico in un’economia che non cresce.

Le conseguenze sono assai negative anche per i conti pubblici, considerando che il tutto si traduce in una contrazione del gettito fiscale per lo Stato di quasi 90 miliardi di euro. Per Giampaolino sarà necessario che gli esecutivi lavorino per stimolare la crescita economica, tema mai preso in considerazione in questi anni.

Poi un augurio sul nuovo governo che in questi giorni si è insediato sotto la guida del premier Enrico Letta: “il passaggio alla nuova legislatura sembra proporre un primo tentativo di operare in discontinuità da una politica di bilancio che, a partire dall’estate 2011, ha dovuto fare affidamento su consistenti aumenti di imposte, nonostante le condizioni di profonda recessione in cui versava l’economia”.

Corte dei Conti dello StatoProprio ieri il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi aveva sottolineato l’importanza di ridurre l’imposizione fiscale alle imprese. Il discorso è ripreso da Giampaolino che però ammette l’oggettiva difficoltà in questo momento di intervenire nella riduzione della pressione fiscale, considerando che il nostro Paese è ancora chiamato al rientro dal deficit da Bruxelles.

Nonostante questo punto non sia facile da realizzare, ci sono spazi per sviluppare manovre di stimolo alla crescita.

Intanto l’Asta odierna sui Ctz ha visto il Tesoro collocare tutti i 2,5 miliardi di euro offerti. Si tratta di un successo straordinario considerando che i rendimenti sono scesi sui minimi storici all’1,113%, con una domanda pari a 1,57 volte la posta.

Bene anche l’asta sui Btp a 5 anni  indicizzati all’inflazione con un’offerta di 987 milioni di euro.

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