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Fusione tra Bancoposta e Mps: Profumo glissa

27/MAG/2013 ore 13:20 Rubriche 0 Commenti Lorenzo Sentino

Alessandro Profumo MpsAlessandro Profumo, neo presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha confessato le sue speranze per il rilancio della banca di piazza Salimbeni, parlando a Bagnaia in occasione dell’incontro organizzato dall'Osservatorio giovani-editori.

L’ex Unicredit è tornato a parlare della cattiva gestione della banca, con il precedente Cda, protagonista di azioni ai limiti della legalità, messe in campo per tenersi stretta la poltrona in cui siedevano: "alcune persone che avevano desiderio di continuare a mantenere il potere che avevano, hanno deciso di tagliare degli angoli, di sfruttare delle situazioni, di nascondere dei problemi che avevano, e di fare delle scelte fuori dalle regole".

Negli ultimi mesi sui mercati finanziari internazionali è tornata la serenità, ma solo qualche mese fa c’era chi ipotizzava anche il peggio per la banca senese, che ancora oggi è al centro di numerose inchieste giudiziarie.

Le parole di Profumo fanno riflettere, soprattutto quando dichiarare che Mps potrebbe non esser l’unica. "Ci possono essere altri casi in Italia, perché in Italia manca il rispetto delle regole".

Proprio in questi giorni la Procura di Lugano sta interrogando un personaggio chiave nella vicenda,  Gianluca Baldassarri, ex direttore finanziario della banca. Baldassarri è in carcere dal 16 febbraio scorso e a quanto pare potrebbe aver assunto un ruolo chiave nelle azioni sotto inchiesta.

All’interrogatorio hanno partecipato anche i magistrati senesi, che si occupano della vicenda giudiziaria. Baldassarri è indagato anche per un giro di denaro portato in paradisi fiscali (prima Lugano e poi nella Repubblica di Vanuatu, per poi rientrare in Italia dopo lo scudo fiscale.

Accordo Poste MpsSul futuro della banca Profumo è ottimista ritenendo possibile il rilancio. Per quanto riguarda una possibile ricapitalizzazione, per rimborsare i Monti bond (la banca ha ricevuto dallo Stato italiano ben 4 miliardi di euro) dice: “un aumento di capitale certamente dovremo farlo e poi dovremo riposizionare la banca, rendendola più efficiente”.

Non commenta quanto supposto dall’Espresso circa una fusione con Poste Italiane. In particolare si è parlato di una nazionalizzazione della banca, che finirebbe sotto il controllo pubblico grazie ad un intervento di Cassa Depositi e Prestiti.

Sulla questione Alessandro Profumo è stato piuttosto evasivo rispondendo che “non c’è nulla da commentare”.

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