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Prestiti e Mutui in netto calo, la soluzione è la Cessione del Quinto

12/DIC/2012 ore 13:46 Prestiti 0 Commenti Angelo Ferraro

Report Banca ItaliaUno degli effetti ricorrenti durante le recessioni è il crudit crunch, ovvero la ristrettezza delle  banche nel concedere mutui e prestiti a imprese e famiglie creando un circolo vizioso che non fa altro che peggiorare ulteriormente il quadro macroeconomico.

Nel mese di ottobre i prestiti delle banche alle famiglie italiane si sono contratti dell’1%. E andata decisamente peggio alle imprese, la cui contrazione sul mese precedente è stata del 2,9%.

Da un lato una contrazione delle richieste di prestito dall’altra il continuo diniego da parte delle banche. Non è migliore la situazione sui mutui, in un semestre terribile con conseguenze dirette sul mercato immobiliare. Eppure come base di riferimento c’è il 2011, un anno altrettanto difficile per il mattone.

Banca d’Italia riferisce che rispetto allo scorso anno i mutui finalizzati all’acquisto di immobili si sono contratti del 47,9% nei primi sei mesi di giungo, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

Fino a giugno sono stati erogati 14,447 miliardi di euro in mutui, contro i 27,7 miliardi di euro erogati da gennaio a giugno del 2012.

Non si attende nulla di entusiasmante nemmeno per la seconda parte dell’anno, anche perché le banche continuano a lamentare crisi di liquidità e non sono disposte ad erogare in una situazione di mercato piuttosto difficile, con la qualità del credito in continuo deterioramento.

Quello di quest’anno segna il terzo anno di fila di calo per i mutui, con un trend in discesa nonostante le richieste di mutuo sono in continuo aumento, anche per via dell’incremento del numero di famiglie ( 1,3%).

Secondo l’Ance ogni anno il fabbisogno di nuove abitazioni sarebbe di 596 mila unità.

L’indagine di Bankitalia definisce poi il difficile quadro in cui versano le famiglie italiane: “ siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale”.

La difficile situazione economica e la precarietà del lavoro induce quindi le famiglie a rimandare la decisione di acquistar casa al futuro, in situazioni di mercato più tranquille. Inoltre il processo è fermato anche dalle banche, che richiedono sempre più spesso condizioni e garanzie che sono rispettabili sono da una piccola parte di popolazione.

Presidente Ance Paolo BuzzettiPaolo Buzzetti, presidente Ance, ha sottolineato la gravità della situazione chiedendo un intervento con forza da parte delle autorità di governo proponendo il meccanismo delle cartelle fondiarie, che furono utilizzate nel dopo guerra per la ricostruzione dell’Italia. Si tratta di emettere obbligazioni di medio/lungo termine finalizzate all’erogazione di mutui per le famiglie intenzionate ad acquistare immobili e offerte a investitori istituzionali, fondi pensione, e altri Enti specifici come Cassa depositi e prestiti.

Questa soluzione permetterebbe alle banche di  non aver problemi di liquidità e ai clienti di ottenere costi di finanziamento più bassi.

Per quanto riguarda la situazione prestiti le problematiche sono similari. La qualità delle richieste si è abbassata molto e le banche sono diventate più selettive, dopo le perdite realizzate negli anni scorsi.

Una soluzione più pratica, che riesce spesso a soddisfare gli istituti è quella della cessione del quinto, in cui il lavoratore si riduce volontariamente lo stipendio ed il datore di lavoro versa alla banca la quota mensile del prestito.

Nell’ultimo mese le richieste di cessione del quinto sono cresciute del 3% rispetto all’anno precedente, rappresentando il 20% del totale prestiti. 

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