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Infocamere: in Italia in forte aumento il numero di protestati

22/OTT/2012 ore 11:20 Prestiti 0 Commenti Lorenzo Sentino

La crisi economica è sempre più duro. L’economia reale sente forte la recessione che ha travolto il Paese, e i dati divulgati da Infocamere, palesano le difficoltà riscontrate dalle famiglie italiane, che non riescono ad onorare gli impegni assunti.

Prestiti protestatiTra le zone geografiche soffre soprattutto il Sud, con un aumento del 6% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Stabile il Nord-Est con una variazione frazionale (-0,1%), mentre nel Nord Ovest si registra una variazione migliorativa, con una contrazione dei protesti del 4%.
Tra le singole Regioni, protesti record Molise con una crescita del 23%. Forti aumenti anche in Abruzzo ( 22%) e Sardegna ( 16%). Palma dei migliori, in termini di città con meno protesti, Belluno e Gorizia.

Napoli, Roma e Milano rappresentano insieme, complessivamente il 26,1% del totale dei protesti registrati nei primi sei mesi dell’anno. Nei primi sei mesi dell’anno, secondo Infocamere, si sono registrati ben 670 mila protesti, in aumento di 16 mila unità rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, con una variazione aumentativa del 2,4%.

Si tratta di numeri significativi se si considera che il controvalore dei protesti è di 1,642 miliardi di euro.  Il valore medio dei protesti è molto basso, pari a 2.446 euro.

Prestiti alle famiglieTra gli strumenti finanziari, sono le cambiali quelli a registrare una maggior presenta di protesti rispetto allo scorso anno, in crescita del 5,1%. Mentre si riducono sensibilmente i protesti su assegni e tratti, con una variazione negativa del 4,6 e dell’11,6%.

I dati evidenziano dunque le forti difficoltà dell’economia italiana e le famiglie continuano a pagar dazio agli istituti di credito, non riuscendo a rimborsare le rate dei prestiti e dei mutui e finiscono sempre più spesso per incorrere in protesti. Gli italiani devono poi pagare lo scotto di un mercato del lavoro sempre più in difficoltà e una disoccupazione in doppia cifra, situazione che peggiora un quadro di forte recessione.

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