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Scegliere un mutuo, quali caratteristiche tenere in considerazione

07/FEB/2015 ore 19:32 Mutui 0 Commenti Lorenzo Sentino

Costi tassi interesse mutuo casaL'accensione di un mutuo rappresenta un impegno importante, sia dal punto di vista economico che di durata. Di recente, si registra un'incoraggiante ripresa nell'erogazione dei finanziamenti bancari, tanto che l'ABI ha rilevato un incremento degli  stessi nei primi dieci mesi dell'anno in corso, pari al 30,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. L'effetto di detta ripresa è dovuto a più fattori congiunti, quali: la diminuzione dello spread, l'azzeramento del costo del denaro e il tracollo dei prezzi del settore immobiliare. Per avere le idee chiare, in merito alle dinamiche e alle caratteristiche dei mutui per la casa, si devono conoscere i meccanismi che regolano il mercato degli stessi, nonché le condizioni applicate dai diversi istituti di credito. Online si posso reperire importanti informazioni ed utilizzare gli strumenti  messi a disposizione dagli istituti di credito – qui un esempio - per il calcolo preventivo dei mutui sulla casa.


Cosa influenza il costo del mutuo

Come anticipato, sono molti i fattori da considerare nella scelta del mutuo. Innanzitutto va valutata attentamente la durata dello stesso, ed è necessario, altresì, sincerarsi di essere in grado di sopportare la rata mensile di rimborso del prestito. Quindi, si devono considerare le diverse opzioni di conteggio del tasso d'interesse, ovvero: tasso fisso, tasso variabile o tasso misto (c.d. "tasso cap"). I mutui a tasso fisso permettono di avere maggior sicurezza e di fissare il costo del mutuo per tutta la sua durata. Per contro, hanno lo svantaggio di essere più costosi dei finanziamenti a tasso variabile. Per i primi, infatti, si rileva l'applicazione di tassi d'interesse che variano dal 3,19% al 3,62% (a seconda che la durata sia di 15 o 20 anni), mentre sui mutui con tasso variabile vengono calcolati gli interessi con una percentuale al di sotto del 3%. L'opzione mista, consente di accendere il finanziamento a tasso variabile, per poi passare, in un secondo momento, a quello fisso. 

Il costo del mutuo è dato dall'Euribor (nel caso di finanziamento a tasso variabile) e dall'Irs (per i tassi fissi), al quale poi va aggiunto uno spread, deciso da ogni singolo istituto di credito. Il primo indice viene fissato giornalmente da 43 banche che operano sotto il controllo dell'Ebf (Associazione bancaria non regolamentata), le quali comunicano a Thomson Reuters il tasso di aspettativa del costo dei "finanziamenti non garantiti"; da tali dati si estrae una media, e viene fissato l'Euribor. L'Irs, invece, è strettamente legato al rendimento dei Bund tedeschi che, ad oggi, rappresentano l'investimento più sicuro dell'Eurozona. Quando la domanda dei titoli di Stato tedeschi aumenta, il loro rendimento cala e, con esso, anche l'Irs. 

Oltre a questo, va considerato il vero e proprio costo del finanziamento, rappresentato dallo spread che ogni banca applica come maggiorazione di Euribor e Irs. Tale valore - che attualmente ha un andamento che oscilla dal 2,60% al 4,20%, per i mutui a 30 anni - è legato alla differenza di rendimento tra i Btp italiani a 10 anni e i relativi titoli di Stato tedeschi. Poi, ogni istituto di credito può determinare uno spread diverso, anche a seconda dell'ammontare del capitale richiesto a mutuo, ovvero da quanto questo sia o meno inferiore al 50% del valore dell'immobile che garantisce il prestito stesso.

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