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Mutui: tasso fisso o variabile? Quelli indicizzati risparmiano 119 euro al mese

07/OTT/2013 ore 12:18 Mutui 0 Commenti Angelo Ferraro

Mutui bancari indicizzatiLa concessione di mutui è ancora in forte calo rispetto ai tempi d’oro ma qualcosa di certo si sta muovendo dopo i primi germogli di ripresa economica.

La domanda ricomincia a crescere come dimostra un’indagine divulgata da parte di Crif, tanto che dopo due anni di cali consecutivi nel mese di luglio e agosto le richieste hanno registrato il segno più. L’istituto sottolinea il proprio ottimismo su una ripartenza dei rilasci nei prossimi mesi in quanto il fatto che siano state inoltrate le pratiche e non stoppate agli sportelli già vuol dire che il primo step è stato superato e quindi ci sono delle probabilità che le pratiche vengano approvate.

Anche gli spread applicati da parte delle banche iniziano a contrarsi anche se rimangono su livelli piuttosto elevati, mentre l’Euribor continua a oscillare sui minimi dando sollievo ai sottoscrittori di mutui indicizzati a tasso variabile.

In particolare, secondo Crif, si vedranno segnali concreti di miglioramenti nella prima parte del prossimo anno, in quanto le nuove disposizioni legislative prevedono a partire dal 1 gennaio del 2014, aliquote più convenienti sulle compravendite immobiliari e questo porterà sicuramente a ritardare di qualche mese i rogiti e quindi anche i mutui.

Tra tasso fisso e variabile non c’è storia, e i sottoscrittori di mutuo si sono presto adeguati tanto che ben il 67,8% dei sottoscrittori sceglie il parametro indicizzato, quelli a tasso misto il 10,3% mentre a tasso fisso il 21,9% . Negli ultimi mesi ha registrato una robusta risalita il tasso Euris, a cui sono agganciati i tassi fissi. L’Euribor invece è rimasto stabile.

Mutui Corriere della SeraUn’indagine condotta dal Corriere sul sito mutuionline prendendo come riferimento le cinque migliori offerte di mutuo tra tasso fisso e variabile, la differenza tra i due è netta, con il tasso variabile che si colloca al 2,93% ed il fisso al 5,15%, che su un mutuo di 100 mila euro vuol dire un risparmio di 119 euro al mese.

Per quanto riguarda la durata dei mutui: un’indagine di agosto di mutuionline.it riferisce che oltre il 50% delle richieste è per erogazioni a 25 anni con la richiesta media che è sensibilmente scesa. Se fino a qualche anno fa era di 136 mila euro la media delle richiesta ora è scesa a 122 mila euro. E’ probabile che su questo parametro abbia inciso significativamente il calo dei prezzi.

In ogni caso non è facile oggi ottenere un mutuo in quanto le banche hanno poca liquidità e spesso richiedono condizioni assai stringenti ai sottoscrittori. Spesso e volentieri nonostante condizioni ottimali non basta solo una firma, ma viene chiesta quella di garanti.

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