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L'Italia del lavoro punta sui profili altamente specializzati

23/AGO/2016 ore 20:04 Lavoro 0 Commenti Alessandro Scorrano

Lavori professionaliLa crescita economica di un paese si misura anche in termini occupazionali. Economia e finanza hanno un legame stretto con il mondo del lavoro per questo l'attenzione ai livelli di occupazione è sempre elevata. Agli analisti finanziari non sono sfuggiti i dati resi noti in questo ultimo scorcio di agosto da Unioncamere. Le previsioni messe a punto in collaborazione con il Gruppo Clas riguardano l'evoluzione del mercato del lavoro nel prossimo quinquennio.

In fatto di previsioni, su 100 persone che troveranno un lavoro entro il 2020, 41 dovranno essere in possesso di una qualifica decisamente elevata, parliamo delle cosiddette high skill, che annoverano figure quali dirigenti e impiegati con alta specializzazione e tecnici. Due persone su cinque, che troveranno lavoro entro il 2020, avranno una qualifica elevata, il 5% in più rispetto all'anno in corso. "Il fabbisogno di figure intermedie calerà, invece, di due punti percentuali portandosi al 31% della domanda totale, mentre resterà stabile al 27% la richiesta di professioni non qualificate" – si legge nel report, osservato con attenzione anche dagli analisti Oanda.

"Saranno 2,5 milioni le persone che complessivamente entreranno nel mondo del lavoro come dipendenti, imprenditori o professionisti entro il 2020 nelle imprese o nella Pubblica amministrazione e avere un profilo professionale qualificato offrirà maggiori chance di occupazione – fanno sapere da Unioncamere -".

L’analisi elaborata da Unioncamere considera che "gran parte dei 2,5 milioni dei nuovi ingressi sostituirà personale giunto alla pensione o, in misura più contenuta, andrà ad occupare una posizione lavorativa nuova, generata dalla crescita economica. Quest’ultima è stata calcolata sulla base delle previsioni formulate dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale, che stimano che, tra il 2016 e il 2020, l’occupazione in Italia aumenterà complessivamente del 2,1% (+0,4% l’anno)".

Fra i lavori, che meglio si adegueranno al mercato, spiccano le professioni legate al commercio, ai servizi e quelle tecniche. Numeri alla mano il fabbisogno di professionisti 'commerciali' qualificati prevede uno spazio per 236mila unità. In fatto di operatori da impiegarsi nei servizi culturali, di sicurezza e per le persone parliamo di 136mila e nelle attività ricettive e della ristorazione ci sarà spazio per 119mila presenze.

Le opportunità più interessanti per le professioni tecniche considerano profili organizzativi, amministrativi, finanziari e commerciali (circa 212mila unità), i tecnici nelle scienze della salute e della vita (136mila) e i profili scientifici, ingegneristici e della produzione (119mila). Elevata anche la richiesta di specialisti come quelli della formazione e della ricerca (circa 164mila unità in 5 anni) e delle scienze umane, sociali, artistiche e gestionali (125mila). Seguono con un certo distacco le professioni impiegatizie, tra le quali spiccano gli addetti alla segreteria e alle macchine da ufficio.

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