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Pensioni, stime drammatiche: solo il 15% avrà una pensione adeguata

14/GIU/2013 ore 01:28 Lavoro 0 Commenti Paolo Chiari

Pensioni Riforma TreuSono anni che associazioni di categoria e governo lancino segnali inequivocabili sulle difficoltà di ottenere nel tempo una rendita adeguata al proprio tenore di vita. Soprattutto le nuove generazioni, complici i precari contratti di lavoro e prestazioni ad intermittenza, difficilmente riusciranno ad assicurarsi una pensione interessante e comunque in grado di consentirgli nel tempo un tenore adeguato.

Nonostante tutto gli italiani continuano a dar poco peso a questo, anzi, secondo le ultime indagini neppure sono consci della situazione. Di conseguenza, neppure prendono in considerazione l’opportunità di correre ai ripari.

Fino a qualche anno fa tutto questo problema neppure si poneva. La legge infatti prevedeva che la pensione venisse parametrata al guadagno (metodo retributivo).  Le nuove generazioni, poco attente e abituate a ragionare con schemi passati, non conoscono bene la realtà e cioè che con il metodo contributivo non lavorando in maniera costante, e quindi non versando contributi adeguati, le pensioni saranno spesso e volentieri misere.

La riforma delle pensioni è partita negli anni ’90 con Dini premier e Treu ministro delle Finanze, e poi si è di volta in volta inasprita con i governi che si sono succeduti fino a quello guidato da Mario Monti, con la nota riforma Fornero.

Contributi pensioni INPSLa riforma Treu è stata molto criticata, ma è anche vero che i conti pubblici italiani non consentono più di erogare rendite senza una solida base patrimoniale. Un atto dovuto, perché l’alternativa poteva esser quella di non essere più in grado di pagarle.

Il Sole24Ore ha pubblicato un’indagine di Natixis, che interpellando le diverse società di investimento italiane, ha appreso che ben l’85% di queste ritengono che gli italiani non abbiano un livello di pensione ne risparmio tale da assicurarsi con l’età pensionabile un tenore di vita coerente con quello attuale.

Dall’indagine poi emerge che la gestione dei portafogli dei fondi pensione ha dei limiti elevati, ad esempio in molti casi non è possibile utilizzare strategie di copertura con derivati, ne inserire asset a più elevato rischio come materie prime o debito di paesi emergenti (il tutto con i dovuti limiti e con il profilo scelto dal cliente).

Sperare in un miglioramento delle condizioni pensionistiche appare un miraggio. Oggi più che mai è necessario che i lavoratori si attivino per conoscere quello che sarà il proprio reddito pensionistico nell’età pensionabile e ricorrano ai ripari, soprattutto se di giovane età.

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