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TFR: lasciarlo in azienda o fondo pensione?

07/MAG/2013 ore 13:35 Lavoro 0 Commenti Angelo Ferraro

Tfr e previdenza integrativaBella domanda! Sono in molti a porsi il quesito e spesso finiscono per prendere una decisione inconsapevolmente, tralasciando gli aspetti fondamentali da prendere in considerazione per giungere ad una scelta consapevole.

Nonostante l’introduzione dei fondi pensione sia frutto di un intervento legislativo ormai datato, a quanto pare i lavoratori italiani non vogliono ancora saperne di affidare il proprio TFR in gestione ad un fondo privato, diverso rispetto al tradizionale TFR aziendale.

L’Italia nel settore riveste una posizione da fanalino di coda nel mondo, basta pensare che mentre negli Stati Uniti la ponderazione tra patrimonio gestito da fondi pensione e Pil si attesta al 53%, in Italia al 4,9%.

L’obiettivo di questo articolo è quello di illustrare pregi e difetti dei fondi pensione, in modo da fornire al lettore le risposte che cerca.

Un vantaggio universalmente riconosciuto al TFR aziendale è la stabilità del patrimonio, che deriva dall’impossibilità di realizzare perdite su quanto accantonato. Questo anche in caso di fallimento dell’azienda, con intervento dell’Inps attraverso un apposito fondo a ciò dedicato.

Al contrario, i fondi pensione investono sui mercati finanziari quanto accumulato, con l’obiettivo di realizzare performance positive che vadano ad incrementare il versato. Ma questo comporta il rischio di maturare perdite. Ovviamente come in ogni investimento è il cliente a decidere il grado di rischiosità del fondo pensione, tra i diversi comparti presenti. Generalmente è anche presente un comparto a garanzia del capitale.

Fondi pensioneUn’altra differenza importante è relativa alla protezione dell’inflazione. Essa è presente per chi lascia il Tfr in azienda mentre non garantita nei fondi pensione. Il Tfr viene rivalutato annualmente dell’1,5% più i tre quarti dell’incremento dell’inflazione.

Un vantaggio non da poco del fondo pensione è relativo alla possibilità di beneficiare di versamenti aggiunti a carico dell’azienda. Se infatti al TFR viene destinato il 7% della retribuzione annuale, alla previdenza integrativa viene versato oltre al 7% anche un ulteriore 2% metà in carico del lavoratore e metà dell’azienda stessa.

Altro vantaggio però potenziale è il rendimento dell’investimento che dovrebbe esser maggiore nel fondo pensione rispetto al Tfr aziendale. Le statistiche finora dicono che i fondi pensione consentono una rivalutazione del capitale normalmente maggiore rispetto a quella aziendale.

Ci sono poi vantaggi fiscali dalla pensione integrativa, che consistono in un’aliquota fiscale che va dal 9 al 15% a seconda degli anni di anzianità. Al contrario il Tfr viene tassato al 23%. 

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