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Eccellenze italiane all'estero: il caso dei manager

19/MAR/2013 ore 12:27 Lavoro 0 Commenti Alessandro Scorrano

Manager e aziendeIl management italiano è sempre più apprezzato all'estero per la sua competenza e professionalità. La qualità della classe dirigente italiana è sempre più richiesta nel mercato del lavoro internazionale. Basti pensare al numero, sempre crescente, di manager italiani ai vertici di multinazionali estere ed ad alcuni nomi famosi come ad esempio Francesca Santarelli, pricing manager a Washington, Fabrizio Freda alla guida di Esteè Lauder o Francesco Serafini alla Hewlett Packard solo per citarne alcuni.

In tutti i settori, dalla produzione di beni ai servizi fino alle ICT, i nostri manager scendono in campo con competitività scalando i vertici aziendali e raggiungendo posizioni di vertice.

Ma perchè? Come leggere questo trend? Perchè piacciono tanto all'estero i manager da esportazione?

Innanzitutto i nostri manager sono preparati: alla solida formazione universitaria - i nostri manager cominciano a farsi le ossa nei migliori politecnici italiani o stranieri - si accompagna, sinergicamente, la formazione più specifica conseguita con master o dottorati anche all'estero. A ciò si aggiunge la disinvoltura con cui padroneggiano una o più lingue, con le tecnologie informatiche e la conoscenza del mercato e del business internazionale. Completano il quadro alcune caratteristiche personali come l'ambizione e la disponibilità a viaggiare e trasferirsi in un Paese lontano molto diverso per cultura e società. Per non parlare poi della vocazione al sacrificio personale e familiare.

Molti di loro vanno a coprire ruoli chiave in aziende italiane all'estero che mantengono ferma l'italianità come identità e carattere distintivo nel proprio business, ritenendo che il requisito della nazionalità italiana nasca dalla volontà di creare una sinergia, una condivisione tra l'approccio al business del manager e la produzione italiana all'estero. In questo caso si parla di resident manager , una figura professionale su cui contano le aziende che iniziano investimenti all'estero o che delocalizzano parte della produzione in altri paesi per avere una funzione di presidio nel mercato estero ed essere un futuro punto di riferimento.

Nuovi scenari occupazionali si aprono per le nostre eccellenze sui mercati internazionali: ma come fare per raggiungere queste ambite posizioni? E' bene sapersi presentare nel modo giusto alle aziende: imprescindibile avere un curriculum di tutto rispetto - sia per quanto riguarda la formazione sia per quanto riguarda le esperienze professionali già svolte. Ma se è vero che il curriculum è un buon biglietto da visita, strategico sarà il ruolo della lettera di presentazione o motivazionale a cui viene data una notevole importanza. Da essa devono emergere tutte quelle qualità personali (disponibilità a trasferirsi, a presidiare il mercato, volontà di condividere e raggiungere gli obiettivi aziendali, ecc..) volte ad esaltare la vostra figura professionale rendendola un punto di riferimento all'interno della stessa azienda.

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