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Lavorare in banca? La dura realtà tra esuberi e licenziamenti

12/MAR/2013 ore 13:46 Lavoro 0 Commenti Angelo Ferraro

Lavori e professioniGli ultimi dati divulgati sulla disoccupazione in Italia hanno messo a nudo le difficoltà per il mondo del lavoro provocato dalla dura recessione che continua inesorabilmente da oltre un anno.

L’ultimo dato Istat parla di un tasso al 12% per un totale di tre milioni di persone senza lavoro. La situazione peggiora sensibilmente se viene filtrata la componente giovanile.

Quello che fa riflettere è che il fenomeno coinvolge la stragrande maggioranza dei settori, tanto che le ultime evidenze mostrano che anche le banche si trovano in esubero ed hanno divulgato negli ultimi anni il piano di ridimensionamento del proprio organico. Le banche in effetti sono state quelle più colpite dalla crisi che traeva origine negli Stati Uniti nel 2008 proprio dalle merchant bank e dallo scoppio della bolla immobiliare.

Anche le banche italiane non se la passano propriamente bene, e sono rimaste a galla solo dopo coraggiose manovre, tra cui anche suntuosi tagli dei costi. Sulla base di quanto diffuso dalle singole banche, le ultime statistiche riferiscono che dal 2008 al 2011 sono già stati bruciati circa 23 mila posti di lavoro nelle banche e molti altri tagli avverranno da qui al 2017.

Disoccupazione banchieriFanno riflettere questi dati, considerando che il posto fisso in banca è tra quelli più ambiti dai giovani laureati e non ed è paradosso che a rischio sono soprattutto le nuove generazioni entrate in banca perché in possesso di contratti meno blindati di lavoratori veterani.

I numeri dimostrano che il numero di lavoratori in banca è piuttosto elevato, attestandosi a 320 mila unità, dopo aver toccato il picco proprio durante l’anno della crisi, il 2008 con un totale di 343 mila lavoratori.

La situazione si estende a tutti i gruppi, compresi i big come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Bnl,  Banco Popolare e Cariparma.

Ancora possibile lavorare in banca? Di sicuro i sindacati nei prossimi anni negozieranno condizioni di uscita di lavoratori in cambio di nuove posizioni, e le banche avranno bisogno di specifiche figure professionali. Questo permetterà a chi sogna il posto in banca di sperare in un inserimento, ma di sicuro dobbiamo dimenticarci i numeri del passato.

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