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Contratto di lavoro Fiat: fumata grigia

04/MAR/2013 ore 13:54 Lavoro 0 Commenti Angelo Ferraro

Lavoratori stabilimento FiatLa crisi che sta vivendo il mercato dell’auto in Europa non trova eguali e coinvolge anche le case automobilistiche più solide, come il Lingotto.

Negli ultimi mesi si è parlato con forza delle prospettive dei lavoratori del gruppo, dopo le numerosissime ore di cassa integrazione che si susseguono negli ultimi anni. Sono circa 70 mila i dipendenti del gruppo fondato dalla famiglia Agnelli, che attendono con trepidazione il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

Tra la delegazione di Fiat e le rappresentazione sindacali continuano le trattative ma da quanto le parti stesse riferiscono, permangono ancora forti divergenze tanto che in comune accordo hanno deciso di rinviare la trattativa per un qualche giorno, in modo da riflettere su quanto si è detto negli ultimi giorno e stringere la trattative con nuove proposte, nella speranze che le distanze si riducano sensibilmente.

Le parti si aggiorneranno la prossima settimana. Tra i nodi da sciogliere quello dell’avvio degli aumenti stabiliti nell’anno in corso. Le parti infatti hanno già concordato un incremento salariale medio di 40 euro mentre quello di produzione verrà innalzato a 120 euro.

Ugl Antonio AnolfoChe ci sia una divergenza sull’inizio del mese di decorrenza dell’aumento salariale lo conferma anche segretario Ugl Antonio d'Anolfo, che si dice però ottimista sottolineando la volontà di tutte le parti di trovare l’accordo.

Un accordo era già previsto negli ultimi mesi dello scorso anno per cui è necessario che la trattativa si velocizzi in queste ore, per evitare un ingessamento di lungo periodo.

Ferdinando Uliano, segretario nazionale Cisl rivendita il successo per i sindacati che con una dura trattativa sono riusciti ad accordarti per un incremento salariale e per l’aumento del premio.

Intanto da qualche giorno è in corso la nuova organizzazione a Pomigliano d’Arco, uno degli stabilimenti Fiat più chiacchierati negli ultimi anni. L’accordo sullo stabilimento napoletano prevede la suddivisione in tre parti dello stabilimento, con quasi la metà dei 4500 dipendenti che ruoteranno in cassa integrazione da qui al prossimo anno.

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