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Bot e Btp: rendimenti in forte discesa, spread a 330 punti

29/NOV/2012 ore 18:31 Investimenti 0 Commenti Lorenzo Sentino

Investimenti Titoli di StatoDopo le dure tensioni vissute sul mercato secondario sul finire dello scorso anno e poi in primavera, il rendimento dei titoli di Stato è tornato velocemente sotto controllo come testimonia la discesa dello spread.

Il duro lavoro condotto a Bruxelles da Mario Monti e la determinazione del presidente della Bce Mario Draghi hanno riportato gli investitori istituzionali ad investire nel Bel Paese, nonostante rendimenti decisamente più contenuti rispetto a qualche mese fa. Lo spread tra Btp e Bund si è fortemente ridimensionato tanto da viaggiare oggi a 330 punti base, quasi la metà rispetto ai massimi registrati lo scorso anno.

La decisione di salvare nuovamente la Grecia, assunta ad inizio settimana ha dato la scossa decisiva ai mercati che ora vedono meno tensioni sulla moneta unica ed una maggiore coesione tra i leader europei.

Aste Bot-Btp

L’asta sui bot a sei mesi ieri è stato un vero e proprio successo tanto che sono stati sottoscritti tutti i 7,5 miliardi di euro con rendimenti sotto l’1%. Si tratta dei minimi dall’aprile del 2010 grazie ad una forte domanda (1,65 volte l’offerta).

Soddisfazione da parte del ministero delle Finanze anche per via della forte riduzione degli interessi sul debito, considerando le numerose aste da qui a fine anno. Attesi gli esiti delle aste sui Btp a cinque e dieci anni.

Rendimenti Btp

Calcolare rendimenti BtpI rendimenti dei Btp (facilmente calcolabili su www.rendimentobtp.it) e i titoli di Stato pluriennali si sono fortemente ridimensionati, tanto che per trovare un rendimento al 4% annuo bisogna spingersi su scadenze a 10 anni. Per un rendimento netto del 2% bisogna andare al 2016.

Sostenibile questa situazione nel medio/lungo periodo? Gli operatori di settore considerano nonostante tutto ancora interessante l’investimento in titoli di Stato Italiani seppur ammettendo che potrebbero esserci nuove tensioni in vista delle prossime elezioni sia nei giorni antecedenti che in quelli successivi, soprattutto se dovesse crearsi una maggioranza debole, non in grado di affrontare con numeri importante le dure riforme di cui ha bisogno il Paese per dare continuità all’agenda Monti.

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