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Titoli di Stato ancora sicuri? Con le Cac obbligatorie dal 2013 aumentano i rischi

03/APR/2013 ore 02:39 Investimenti 0 Commenti Lorenzo Sentino

Sono davvero in pochi a saperlo perché se n’è parlato davvero troppo poco. Negli ultimi mesi c’è stata un’importante novità che riguarda i titoli di Stato italiani, da sempre il porto sicuro degli investimenti dei piccoli risparmiatori italiani.

Ma sono davvero sicuri?

European Stability MechanismNel gelido inverno del 2011 lo spread tra Btp e Bund ha raggiunto livelli aghiaccianti portandosi a 574 punti base, con il decennale italiano che segnava rendimenti a dir poco pericolosi.

Si è molto speculato sulla situazione italiana tanto che anche autorevoli giornali economici non escludevano del tutto un’uscita dall’euro ed altri ancora persino un default.

In quei frangenti chi deteneva titoli di Stato vedeva gli stessi crollare anche in doppia cifra e aumentava sempre più in se la paura di non veder rimborsati i propri investimenti.

Dal 2013 c’è una novità molto importante per quanto concerne la solvibilità degli Stati, introdotta nell’ambito dell’istituzione del fondo salva Stati (Esm), che prevede che i Paesi europei sono obbligati ad applicare le CAC (cause di azione collettiva) sui titoli pubblici che verranno emessi da quest’anno in poi.

Che vuol dire questo?

Banca ItaliaLe Cac rappresentano un meccanismo secondo cui sui titoli di nuova emissione e con scadenza superiore all’anno, si inserisce una clausola che consente ad uno Stato in difficoltà finanziarie di rinegoziare il proprio debito si in termini di interesse che di scadenza con gli investitori, proponendo in cambio dei titoli in possesso, altri titoli differenti.

L’accordo europeo prevede però un limite: che i titoli emessi con le Cac non superino il 45% del totale dei titoli emessi nell’anno.

Si tratta quindi di una clausola che danneggia e non poco gli interessi dei possessori di bond, che come successo ad esempio nel caso della Grecia, potrebbero ricevere dai Paesi in difficoltà in cambio del valore dei propri investimenti, dei bond con scadenza ultradecennali e con condizioni nettamente peggiori rispetto a quelle attualmente a propria disposizione.

Per gli Stati invece la possibilità di evitare il default rinegoziando a proprio piacimento del condizioni del proprio debito.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha già annunciato in un comunicato prima del termine dello scorso anno che sarà obbligata ad applicare le Cac sulle emissioni del 2013.

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