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Poste, altri uffici prossimi alla chiusura? Indaga l'Authority

10/APR/2013 ore 02:42 Imprese E Aziende 0 Commenti Angelo Ferraro

Tagli posti lavoro Poste italianeLa crisi che travolge il sistema finanziario italiano coinvolge anche Poste Italiane che da anni porta avanti un piano di risanamento e rilancio.

Nei mesi scorsi si è parlato di un nuovo programma di tagli, che si somma agli oltre 1000 uffici postali chiusi lo scorso anno. Conosciamo bene la radicalità sul territorio delle Poste, che ha abituato pensionati e utenti ad avere spesso a pochi kilometri di distanza la possibilità di usufruire di più punti.

Ma in tempi di vacche magre come questi, in cui i cittadini si trovano a fronteggiare aumenti di tasse e a pagare a duro prezzo l’austerity per il rientro del Paese nella soglia prevista dal patto di stabilità europeo (rapporto deficit/Pil sotto il 3%), è normale che anche le Poste intensifichino il proprio piano di rientro, che con ogni probabilità negli ultimi anni è stato eccessivamente debole.

Ma negli ultimi giorni l’Autorità di garanzia delle comunicazioni ha fatto sentire la propria voce, sottolineando di voler maggiore chiarezza sul piano, al fine di poter esprimere il proprio benestare ad un’azione che non deve impattare eccessivamente sul livello di servizio offerto.

Authority su piano licenziamento PosteL’Authority parla di “servizio universale” riferendosi in particolare alla possibilità che tutti, anche i residenti in piccolissimi centri, come zone rurali, piccole isole e zone montane possano continuare ad accedere al servizio postale, che legittimante viene considerato come un fabbisogno primario per i cittadini.

Le Poste sono gravate da un fardello di costi, e il management sta operando per un rilancio, che richiede innovazione, tanto che si sta investendo sul servizio on line, indirizzato soprattutto alle nuove generazioni.

L’idea è versatile, e riguarderà anche il servizio pacchi, riprendendo il fenomeno già abbondantemente diffuso negli Stati Uniti.

La delegazione aziendale ha raggiunto un accordo con i sindacati che prevede il ricollocamento di 5.800 unità che verranno impiegate in larga misura proprio nello sviluppo del servizio on line. I sindacati si dicono soddisfatti innanzitutto per esser riusciti a dimezzare il numero dei lavoratori coinvolti nell’operazione (inizialmente ne erano 9.273) e poi perché si parla di personale in eccesso, che poteva rischiare anche un allontanamento definitivo.

Tra i sindacati rimane dura la posizione della Uil Poste, che si dice preoccupata soprattutto per la mancanza di prospettive per il settore postale in Italia, in cui si continua a puntare su razionalizzazione ed efficienza anziché su innovazione produttiva e organizzativa.. 

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