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Investire in obbligazioni: le diverse tipologie di obbligazioni sul mercato

20/NOV/2012 ore 17:33 Guide Investimenti 0 Commenti Lorenzo Sentino

L’investimento in obbligazioni è sempre più diffuso dai consumatori, soprattutto in seguito ad un elevato ricorso da parte degli istituti di credito che sono soliti proporre i propri bond in emissione ai sottoscrittori e sempre più spesso offrono in collocamento titoli obbligazionari offerti da altre società esterne.

I classici esempi sono quelli dei collocamenti di Eni ed Enel, che generalmente catalizzano una grande quantità di investitori.

Esistono differenti tipologie di obbligazioni, anche se gli investitori generalmente conoscono soltanto due opzioni: tasso fisso e tasso variabile, con la prima che corrisponde una cedola predeterminata in sede di emissione e la seconda invece, parametra il rendimento stesso ad un tasso di mercato.

 

Un’altra categoria molto diffusa è quella degli zero coupon. Si tratta di obbligazioni che non pagano cedole, ma che vengono quotate sotto la pari per poi rimborsare a 100 a scadenza. L’esempio più classico è quello dei Bot, ma esistono sul  mercato anche obbligazioni societarie, soprattutto bancarie che seguono questo schema.

Una categoria di obbligazioni piuttosto diffusa è quella delle convertibili. Si tratta di soluzioni di confine tra investimento azionario e obbligazionario, rappresentato da asset che in parte sono assimilabili agli investimenti obbligazionari in quanto prevedono il pagamento di cedole periodiche, ma la caratteristica fondamentale è che a determinate condizioni e in base a ulteriori elementi quali tempo e scadenze, le stesse obbligazioni sono convertibili in azioni.

Si tratta di un cambiamento di status per l’investitore, che passa da creditore ad azionisti, con diritti ed obblighi sostanzialmente diversi rispetto a prima.

 

Un’altra tipologia di obbligazioni, diffuse soprattutto tra i gruppi bancari, sono le emissioni obbligazionarie step up e step down. Le prime sono obbligazioni tasso fisso che offrono una scala crescente di rendimento con il passare del tempo. Ad esempio offrono un tasso che partendo dal 2% cresce dello 0,5% ogni anno fino a scadenza.

Di contro, le obbligazioni step down offrono cedole decrescenti partendo da un tasso più elevato.

Più rara ma spesso ricercate dagli investitori più accorti sono le obbligazioni drop lock. Si tratta di bond tasso variabile, che presentano al loro interno un’opzione trigger rate, che prevede qualora il tasso cedolare scenda sotto un determinato livello che l’obbligazione si converta in tasso fisso.

Un’altra categoria di obbligazioni è costituita dalle fixed reverse floater, caratterizzata da un tasso fisso per un determinato periodo di tempo, fino ad una conversione del bond in tasso variabile fino a scadenza.

Infine una categoria di obbligazioni, considerata border line è quella delle reverse convertible, caratterizzate da un’elevata cedola ma che non hanno la certezza del rimborso del capitale investito a scadenza.
All’interno dell’obbligazione c’è un’opzione sottostante denominata strike price, che rappresenta un determinato livello che deve esser raggiunto dall’azione sottostante per garantire il rimborso del capitale investito. Se l’azione sottostante si colloca sotto il livello predeterminato a scadenza l’investitore riceverà un certo quantitativo di azioni.

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