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Investire in obbligazione, quali scegliere e come calcolare i rendimenti

20/NOV/2012 ore 17:07 Guide Investimenti 0 Commenti Lorenzo Sentino

Analisi titoli obbligazionariLe obbligazioni sono lo strumento finanziario più utilizzato dagli investitori di tutto il mondo, in quanto percepito come il meno rischioso in assoluto.

In realtà non è detto che le obbligazioni siano un investimento sicuro, e sono stati diversi i casi in cui i sottoscrittori hanno avuto brutte sorprese dopo averli acquistati. I più celebri sono i casi Parmalat e Cirio, o i titoli di Stato argentini fino ai più recenti  bond targati Lehamn Brother’s.

L’elemento fondamentale per la valutazione di un investimento obbligazionario è la solidità dell’emittente, perché acquistare un bond vuol dire prestare del denaro ad una società o banca, che a scadenza dovrà restituirlo dopo averlo remunerato periodicamente con un tasso di interesse prefissato.

Quanto rende un’obbligazione? Per la determinazione del rendimento di un’obbligazione ma anche di un titolo di Stato, il primo elemento da prendere in considerazione è il prezzo d’acquisto e il valore di rimborso.

Generalmente i risparmiatori acquistano in collocamento le obbligazioni pagandole 100 euro (o 1.000 euro) l’una, medesimo valore di rimborso. Ma i più avvezzi, acquistano e comprano direttamente sul mercato secondario, evitando cosi di pagare i  costi di caricamento delle banche che contraddistinguono in genere i collocamenti.

In questo caso il primo elemento di rendimento, che può esser positivo o negativo, risulta dalla differenza tra prezzo di rimborso e prezzo di acquisto. Si tratta di rendimento in conto capitale, che sarà positivo se le obbligazioni saranno state acquistate sotto la pari (ad un prezzo inferiore a 100) mentre sarà negativo se saranno state acquistare sopra la pari (ad un prezzo superiore a 100).

Cedole obbligazioniL’altra componente di performance è costituita dal rendimento cedolare, costituito dalla sommatoria delle cedole che l’obbligazione distribuirà da qui a scadenza.

Per la valutazione di quest’ultima componente bisognerà fare una prima importante distinzione tra obbligazioni tasso fisso e obbligazioni tasso variabile. Le prime distribuiscono una cedola prefissata, mentre le seconde offrono un remunerazione correlata ad un tasso che è soggetto a variazioni.

Un esempio del primo caso è un’obbligazione che paga il 5% di cedola distribuita semestralmente mentre un esempio di obbligazione tasso variabile è una in cui le cedole sono pari a Eurbor 3 mesi un tasso fisso del 2,5%. In quest’ultimo caso potenzialmente, l’investitore potrebbe ricevere una cedola diversa in ogni ricorrenza.

La scelta di investire in tasso variabile viene effettuata in seguito a valutazioni in merito al potenziale di apprezzamento del tasso sottostante.

Esistono poi molteplici altre tipologie di obbligazioni che meritano una trattazione separata in modo da offrire al lettore informazioni più ampie sull’universo di opportunità disponibili.

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