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Parliamo di oro: storia, domanda e funzioni

25/OTT/2017 ore 20:33 Guide Investimenti 0 Commenti Paolo Chiari

Lo scopo di questa relazione è quello di fornire un po’ di informazioni sul prezioso metallo che da sempre affascina un po’ tutti noi.

L’oro nella storia


L’uomo cominciò ad estrarre l’oro circa 6.000 anni fa, nelle zone in cui nacquero le prime civiltà opposte, ossia nell’Africa settentrionale, in Mesopotamia, nella valle dell’Indo e nel Mediterraneo orientale. Si quantifica che siano state prodotte più o meno 150.000 tonnellate (praticamente un cubo con il lato di 17-18 metri) e che ogni anno vengano estratte circa 2.400 tonnellate. Attorno ad esso si sono combattuti gli interessi delle nazioni e degli individui: imprese enormi e rischi smisurati sono stati intrapresi per averne il possesso.

Le sue proprietà fisiche, la sua lucentezza, la sua semplicità di lavorazione, la sua virtuale indistruttibilità, hanno assegnato all’oro un ruolo singolare nella storia del genere umano; nei vari secoli l’oro è stato stimato per la sua bellezza e per la sua rarità. I più antichi oggetti d’oro conosciuti sono egiziani e risalgono circa al 5.000 a.C. Fino dai tempi antichi l’oro fu impiegato per la fabbricazione di decorazioni e di gioielleria. Le civiltà che raggiunsero la padronanza nella produzione di oggetti d’oro furono quella etrusca e quella romana.

Nonostante da sempre il metallo svolga anche una funzione monetaria, da millenni è considerato il più considerevole e sicuro mezzo di pagamento, l’oro iniziò ad essere utilizzato quale moneta corrente in Inghilterra, dove si scelse il sistema del “Gold Standard” nel 1816. In un secondo tempo altri paesi (Germania nel 1872, USA nel 1900) ne seguirono il modello. Con tale sistema le monete della nazione erano convertibili in oro.

La coniazione era libera e l’oro, sia sotto forma di moneta che di oro greggio, poteva essere liberamente importato ed esportato. Il tasso di cambio fra le monete di diversi paesi si conservava stabile in quanto poteva mutare solo entro una parità fissa; questo assicurava, oltre alla stabilità dei cambi, l’equilibrio degli scambi internazionali.

L’inizio della prima guerra mondiale contrassegnò la fine del sistema aureo e fu seguita da una fase di grande instabilità. Nel 1925 la Gran Bretagna e nel 1927 la Francia tornarono in sostanza alla struttura pre-bellica: le banche centrali abbinarono alle riserve auree quelle in valute convertibili (dollari, sterline, franchi francesi, ecc.), facendo sorgere il “Gold Exchange Standard”. Alcune monete furono dichiarate esplicitamente convertibili in oro, altre (come la lira italiana) non direttamente in oro ma in monete, dette “pregiate” in quanto convertibili. Nel 1931 l’Inghilterra sospese la convertibilità e nel 1934 gli USA decisero che i privati non potessero più cambiare i dollari in oro. Nel 1944, per progetto degli Stai Uniti e dell’Inghilterra i rappresentanti di 44 paesi si radunarono a Bretton Wood, dando così luogo alla nascita del Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). Nella storica circostanza venne stabilito il prezzo del metallo a 35 dollari per oncia, prezzo al quale gli U.S.A. si impegnarono ad acquistarlo da chiunque ma a venderlo solamente alle Banche Centrali. Tutti i paesi partecipanti furono obbligati a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta nazionale dichiarando la parità tra la propria valuta e l’oro e, indirettamente, con il dollaro.

Storia ed investimenti oro

Nel 1948 la Francia fu il primo stato a legalizzare la contrattazione di oro, seguita nel 1951 dalla Svizzera, paese sprovvisto di barriere all’importazione e all’esportazione. Nel 1954 fu riaperto il mercato di Londra e negli anni ‘60 accadde la rottura dell’equilibrio tra domanda ed offerta, determinata dalla pesante crollo del dollaro, che spinse numerosi operatori a notevoli acquisti di oro. In una simile situazione per la prima volta l’oro assunse il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità valutaria. Il 17 marzo 1968 può essere considerata la data ufficiale della nascita del libero mercato dell’oro, il cui prezzo veniva fissato dall’offerta e dalla domanda. Il 15 agosto 1971 il governo Nixon abolì anche la convertibilità teorica tra dollaro e oro, facendo così cadere una delle fondamenta del “sistema di Bretton Woods”.

In seguito l’amministrazione Nixon svalutò due volte la parità del dollaro nei confronti dell’oro. Con un dollaro non più convertibile in oro, nel 1973, i governi dell’Europa chiesero agli USA che il mercato “istituzionale” dell’oro venisse abolito (parità del dollaro rispetto all’oro) richiedendo l’opportunità di cedere oro sul mercato libero. Nel 1976 i paesi aderenti al F.M.I. stabilirono ufficialmente l’abolizione del “prezzo ufficiale” e pertanto del doppio mercato del metallo. Con questo accordo il F.M.I. restituì una parte delle riserve d’oro ai paesi che le avevano depositate e ne vendette una parte per sostenere le nazioni in via di sviluppo. In questo modo l’oro veniva a perdere il suo ruolo di caposaldo del sistema monetario internazionale, celebrando l'inizio dell’attuale sistema basato sul dollaro (Dollar Standard).

La liberalizzazione del mercato dell’oro ne aveva portato il prezzo nel 1975, anno in cui cominciarono le vendite del Tesoro USA, a 200 dollari per oncia. Nel marzo del 1979, con la nascita del sistema monetario europeo, venne statuito che i paesi membri dovessero versare il 20% delle loro riserve in oro ed il 20% delle loro riserve in dollari in cambio di ECU; questa valuta perciò, aveva come base l’oro e acconsentiva alle banche centrali di poter impiegare le proprie riserve auree.

Legislazione Italia compravendita oroIn Italia la compravendita e il possesso d'oro greggio da investimento sono regolamentati dalla Legge n. 7 del 17/01/2000, che adegua la legislazione nazionale alle direttive dettate dall'Unione Europea (nello specifico la Direttiva n. 98/80/CE del 12/10/1998) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:1998:281:0031:0034:IT:PDFche permette ai residenti di comprare e vendere oro greggio da investimento esente da IVA. La Legge n. 7/2000 abolisce il monopolio dell'oro da parte dell'Ufficio Italiano dei Cambi, in vigore già dal 1945, permettendo ai residenti in Italia di comprare e vendere oro greggio da investimento. Fino a quel momento era permesso ai residenti l'acquisto d'oro greggio destinato alla lavorazione e per uso industriale, e l'acquisto e la rivendita di oro greggio all'estero (Legge n. 599/1986 e D.P.R. n. 148/1988). Le basi per la regolamentazione del possesso e dello scambio di oro da investimento in Italia risalgono al Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 331 del 17/05/1945, che istituisce l'Ufficio Italiano dei Cambi riservandogli il monopolio sullo scambio di oro e valute straniere. Il D.Lgs. n. 331/1945 è stato abrogato e il monopolio sull'oro è cessato nel 2000.

Nonostante di recente la funzione monetaria dell’oro si sia gradualmente trasformata abbandonando la storica posizione centrale, lo stesso ha mantenuto un ruolo notevole, in quanto valutato bene rifugio per eccellenza, impiegato in caso di necessità dai privati o come supporto alla propria valuta dalle Banche Centrali.

Da vari millenni l'oro viene usato come mezzo diretto a preservare la ricchezza. Il motivo risiede, più che nelle caratteristiche intrinseche dell'oro, nella sua rarità. Attualmente l'oro sta divenendo sempre più difficile da trovare e di conseguenza da estrarre.

L'oro è sei volte più raro del platino e addirittura diciotto volte più dell'argento. Le sue caratteristiche ne fanno un metallo quasi impossibile da distruggere. Date le proprietà fisiche che lo contraddistinguono, l'oro non viene influenzato dalle reazioni generate dall'ossigeno e dal solfuro di idrogeno. Come conseguenza, non può arrugginirsi, ossidarsi o decomporsi, non è possibile neppure la fusione sotto i 1063 gradi Celsius, mentre la dissoluzione dell'oro può aversi solo per mezzo del cianuro.

Dopo molti secoli di estrazione, nuovi giacimenti diventano sempre più difficili da scoprire. Il Sud Africa, la nazione più importante al mondo per produzione, ha visto il suo quantitativo di estrazione più che dimezzarsi nell'ultimo decennio.

Dal 2008, il prezzo di estrazione di un'oncia d'oro, per le imprese dedite alla ricerca dell'oro nel Nord America, si è raddoppiato.



Fonti:

Guida e storia oro: pagina 1 | pagina 2pagina 3 | pagina 4pagina 5 | pagina 6 | pagina 7 | pagina 8

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