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Aprire una partita Iva: guida al regime dei minimi

17/SET/2013 ore 18:49 Cassetto Fiscale 0 Commenti Angelo Ferraro

Regime piva imprenditoria giovanileNonostante i ripetuti aumenti di tassazione intervenuti negli ultimi mesi, un provvedimento particolarmente interessante, che continua a mantenere condizioni particolarmente vantaggiose è quello dei regime dei minimi, applicato a chi apre un’attività imprenditoriale o professionale ed ha determinati requisiti predeterminati dalla legge.

Quello dei minimi è un regime fiscale di particolare vantaggio, introdotto nel 2008 che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 5% sul reddito netto realizzato. Si tratta di una revisione positiva, in quanto fino al 2012 la tassazione era al 20%, e poi con un intervento del Governo Monti il limite è stato abbassato notevolmente.

Il regime dei minimi ha una durata massima di 5 anni. Solo per i giovani il periodo può esser anche più lungo, sempre che non vengano compiuti i 35 anni di età. Si tratta quindi di un intervento volto a stimolare l’attività imprenditoriale delle nuove generazioni in un contesto scoraggiante di crisi economica.

Un’altra agevolazione non da meno prevista dal regime è la mancata applicazione dell’IVA, dell’IRAP e degli studi di settore.

Quali sono le limitazioni di questo regime?

Regime minimiLa prima regola è che l’interessato al regime non deve aver compiuto nei tre anni precedenti attività di impresa o professionale e ne deve costituire la prosecuzione di un’attività prima svolta sotto forma di lavoro dipendente.

Inoltre l’imprenditore o il professionista non potrà avere dipendenti a suo carico, ne tanto meno erogare utili sotto forma di partecipazioni. E altresì necessario che non vengano effettuati acquisti di beni strumenti per somme superiori a 15 mila euro

I ricavi complessivamente realizzati non dovranno superare il limite dei 30 mila euro. Qualora venisse superato questo limite, ma i ricavi si mantenessero comunque entro la somma limite di 45 mila euro, si perde il regime dall’anno successivo ma si conserva nell’anno di riferimento.

Qualora viene superato il limite dei 45 mila euro, il vantaggio fiscale si perde dallo stesso esercizio amministrativo. Per fare un esempio, se il dottor Rossi nel 2013 guadagnasse 50.000 euro, esce subito dal regime dei minimi e paga a fine anno le tasse in base all’aliquota ordinaria.

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