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Aumento tasse tra Iva, Irpef e su Service Tax Letta chiarisce a Porta a Porta

17/SET/2013 ore 12:44 Cassetto Fiscale 0 Commenti Vincenzo Colonna

Imposte alcoliciLa cancellazione dell’IMU ha illuso gli italiani sulla possibilità di ridurre il carico fiscale nei loro confronti, finendo per rivelarsi però un boomerang che è andrà a colpire con interventi  generalizzati la stragrande maggioranza dei cittadini.

I nuovi aumenti colpiranno sia i beni di consumo che le tasse sui redditi. Partiamo dai primi. A breve scatterà un aumento di accisa sugli alcolici e superalcolici per circa mezzo miliardo di euro (448 milioni di euro per l’esattezza), che l’esecutivo utilizzerà come coperture per il decreto sulla scuola.

Le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra, come conferma Assobirra, secondo cui l’intervento avrà un impatto deciso sul prodotto, con un carico fiscale del 47%. L’associazione sottolinea che tra dal 2004 ad oggi gli aumenti sono stati di circa il 114%. In particolare ad oggi su una birra del prezzo di 1 euro, 40 centesimi vanno allo Stato.

Il governo ha previsto un aumento di tassazione che avverrà in tre step: il prossimo 10 ottobre, poi il 1 gennaio del 2014 e del 2015. Non andrà meglio ai superalcolici e a quelli intermedi, con un prelievo che passerà da 68,51 a 77,53 euro sugli alcolici di gradazione inferiore ai 22 gradi (vino escluso).

Altro intervento legislativo che ha suscitato polemica è quello che ha previsto un aumento di aliquota dal 4 al 10% per i distributori automatici che somministrano alimenti e bevande. La novità più esclusiva, che entrerà in vigore anch’essa a partire dal primo giorno del prossimo anno è la Service Tax, che è una nuova tassazione che sommerà l’imposta sulla proprietà di immobili alla TARES, l’imposta sui rifiuti.

Bruno Vespa Porta a PortaProprio mentre scrivo questo articolo, il premier Enrico Letta a Porta a Porta dichiara che l’entità della stessa sarà inferiore rispetto alla somma tra le due imposte, risultando anche più equa (con la previsione di alleggerimenti per famiglie più numerose). Il numero uno del PD ha poi escluso le voci ricorrenti di questi giorni, secondo cui l’imposta avrebbe gravato non esclusivamente sui proprietari ma anche sugli inquilini.

Previsto un incremento anche dell’imposta di registro, che passerà da 168 a 200 euro

I ritocchi hanno toccato anche l’Irpef, con diversi comuni che hanno aumentano o introdotto per la prima volta l’addizionale Irpef. Sono stati complessivamente ben 569 i comuni interessati da questo provvedimento.

Poi c’è sempre la zavorra IVA, su cui si continua a dibattere per evitare un aumento. Se non ci saranno nel frattempo altri provvedimenti l’incremento dal 21 al 22% sarà operativo a partire dal 1 ottobre. Si parla di un ulteriore posticipo, dopo quello di tre mesi fa, ma le associazioni dei consumatori richiedono un intervento decisivo per eliminare definitivamente il problema.

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